SALVINI, UNA TIGRE DI CARTA

DI FRANCESCO ERSPAMER

È che Salvini è proprio una tigre di carta, nel senso che sotto il vestito mediatico non c’è nulla. E loro, i piddini e liberal e uguali, lo sanno benissimo. È l’avversario che sognano, l’avversario che si sono scelti, che hanno costruito a tavolino. Gridare al lupo è pericoloso, sia che il lupo ci sia, sia che sia uno scherzo; a meno che non si tratti, invece che di un lupo, di un loro cane mansueto e obbediente ma che sappia ululare. Quello che i ricchi e gli aspiranti tali vogliono assolutamente evitare è di tornare al tempo in cui, fronteggiati da avversari davvero minacciosi come i comunisti (non importa che le loro probabilità di successo fossero minime: la paura fa novanta e la borsa mostra quotidianamente la codardia degli speculatori, che giocano solo quando hanno quattro assi in mano e altrimenti cadono nel panico) fecero troppe concessioni. Mai più. La nuova strategia dei liberisti italiani è annunciare un’apocalisse impossibile per distogliere l’attenzione della gente dalla vera apocalisse che stanno provocando per avidità e incompetenza.