SEA WATCH3: ‘NOI SEGUIAMO IL DIRITTO INTERNAZIONALE DEL SOCCORSO A MARE’

DI ANGELA CAPONNETTO

11 donne, 15 minori di cui 8 non accompagnati, 3 bambini, 2 neonati un disabile, sono tra le 65 persone soccorse dalla nave Sea Watch3 alla quale – non posso nascondere – di essere particolarmente legata essendo stata con loro a bordo proprio un anno fa quando ci siamo trovati con 98 persone in mezzo al mare, tra cui una piccolina di pochi giorni fradicia come un pulcino zuppo.
“Avevano già ferite da ustione (per la lunga permanenza sul gommone con dentro acqua salata e carburante fuoriuscito dal motore, ndr) Sono tutti molto provati ma sollevati perché ora in ambiente non ostile”. Ci dice al telefono Giorgia Linardi di Sea Watch Italia. La ONG ha già chiamato le autorità marittime competenti per coordinare i soccorsi. “Restiamo in attesa di un porto sicuro che non può essere la Libia” prosegue Giorgia che sulla diffida da parte del nostro ministero dell’ Interno ad entrare in acque territoriali risponde:
“Noi seguiamo il diritto internazionale del soccorso a mare, rispettiamo il diritto internazionale umanitario. I nostri occhi sono a bordo della nostra nave non su messaggi inviati via Tweeter. ora restiamo in attesa di indicazioni”.

Qui la versione integrale dell’intervista
http://www.rainews.it/…/La-Sea-Watch-soccorre-65-migranti-O…