A PROPOSITO DI QUELLE BOMBE FABBRICATE IN ITALIA

DI PAOLO BROGI

Con disinvoltura un ammiraglio che moderava oggi un seminario sul Mediterraneo e le sue crisi al Circolo della Marina a Roma ha ricordato con aria partecipe ai giornalisti presenti le nostre “duecento uscite di combattimento effettuate in Libia con bombe di alta precisione”. Richiesto su quali regole di ingaggio si fosse basato questo impiego bellico della nostra Aeronautica ha risposto citando un unico riferimento: la Nato.
Mica il Parlamento italiano. La Nato.
E pensare che nello stesso seminario un relatore ha ricordato le bombe che l’Italia, da una fabbrica del Sulcis, continua a mandare all’Arabia Saudita che ne fa uso contro lo Yemen.
Nonostante una legge, la 1985 del 9 luglio 1990, che vieta export di armi verso paesi che sono interessati da conflitto armato e paesi che non rispettano l’articolo 11 della nostra Costituzione.