DI MAIO ALLA RESA DEI CONTI. CON LA PROPRIA COSCIENZA

DI MARIO PIAZZA

E così anche il procuratore Zuccaro, il braccio togato della strategia “annegamigranti” iniziata da Di Maio il 21 aprile 2017 con il post qua sopra, ha dovuto rassegnarsi all’archiviazione.

Di Maio, in evidente stato confusionale, prima nega di aver mai scritto questo post in un’intervista del gennaio scorso, poi due giorni fa corregge il tiro affermando che non si riferiva a tutte le ONG e, con la logica dell’avventore del bar Sport afferma “Se le forze dell’ordine hanno sequestrato alcune navi, è perché secondo i giudici ci sono delle evidenze”. 
Che in due anni non ci sia stata neppure una condanna per lui non è un’evidenza, soltanto uno spiacevole inconveniente.

Ma Di Maio non è un avventore del bar Sport, è seppur immeritatamente un ministro della Repubblica e in quanto tale porta sulla coscienza tutti i disgraziati che sono stati lasciati ad annaspare tra le onde fino alla morte mentre le navi dei soccorritori stavano incatenate alle banchine per la campagna denigratoria da lui voluta e sostenuta.