INDIGNAZIONE! INDIGNAZIONE!

DI GIANFRANCO MICALI

 

 

Ho sempre evitato con cura gli accostamenti semplicistici e arbitrari perché sono convinto che ogni periodo, con i relativi protagonisti, faccia storia a sé. E neppure stavolta userò la parola “fascismo” o “fascista” nei confronti di chi ha comminato 15 giorni di sospensione dal lavoro e dalla paga per la professoressa di Palermo, rea di aver permesso a due suoi allievi di collegare in un video le leggi razziali del ’38 al decreto sicurezza di Salvini. No, questo caso è unico. Lede la libertà di espressione, prende in giro ognuno di noi con quell’ “omessa vigilanza” usata a spiegazione del provvedimento, incide in maniera pericolosa sulla psiche dei nostri ragazzi convinti di vivere ancora in una democrazia, e cosa persino più grave, mette a dura prova la capacità di indignarsi da parte dei mezzi di comunicazione. Sì, ci sono state critiche, stigmatizzazioni, ma a mio parere piuttosto blande, vista la gravità dell’episodio.
Le parole, anche le mie, servono a poco. Il solo termine possibile è
INDIGNAZIONE !
da scrivere in grande per qualche giorno, omettendo ogni altro post.
Posso permettermi di suggerirlo a tutti i miei amici ?