LA LEGA ALLE ELEZIONI EUROPEE? ARRIVERA’ AL 20 PER CENTO. AL MASSIMO

Gentile direttore,

Dopo l’arresto del sindaco  Leghista di Legnano inizio a chiedermi  se la Lega continuerà ad essere il primo partito alle Europee, almeno a dar retta ai sondaggi.   Secondo lei?

Cesare Proietti, Roma

 

Gentile Signor Proietti,

Lo dico subito e senza incertezze: secondo me no. E questo, su Alganews, lo sosteniamo da mesi, non da oggi. A far calare i consensi di Salvini e del suo partito non è  stato solo il caso Siri, e nemmeno l’arresto di Gianbattista Fratus,  il primo cittadino di una delle roccaforti del carroccio. Non saranno  insomma le vicende giudiziarie  a prosciugare progressivamente il bacino elettore del partito del nord. A mettere in ginocchio la Lega, dunque, non è certo   il presunto accanimento  della magistratura, come  lamenta da giorni il suo leader, con un vittimismo degno di miglior causa. Del resto Berlusconi, che era di ben altra pasta, non vide intaccare i propri consensi dalle inchieste dei giudici nei suoi confronti. Anzi.

Tra l’altro è un esercizio inutile prendersela con i poteri forti cattivi, urlare alla lega sotto attacco,  visto che sono in molti a sostenere che Salvini sia protettissimo proprio  dai poteri forti. C’è chi fa senza mezzi termini i nomi di Putin e  Trump, pronti a sostenere la Lega per distruggere l’Italia e, con effetto domino, anche  L’Europa, almeno  per come la conosciamo. E i motivi dovrebbero essere chiari. Vera o falsa che sia questa tesi, la realtà è che il capo della Lega ha perso l’appoggio più importante: quello degli italiani . Che dopo aver esaltato il Capitano, stanno già voltandogli le spalle, come capitato all’altro Matteo, arrivato al 40 per cento alle europee del 2014 e crollato nel giro di poco più di due anni.

Come scriviamo da tempo, fosse andato alle elezioni alla fine dell’estate scorsa, Salvini avrebbe ottenuto il 40 per cento dei voti degli italiani. Adesso arriverà a fatica al 20 per cento, ad essere ottimisti. In barba ai sondaggi. E sa da cosa si capisce che il vento sia improvvisamente cambiato? Dalle proteste spontanee che stanno contaminando il paese, da Nord a Sud. Da quegli striscioni appesi ai balconi dei palazzi italiani. Dieci, cento, mille, diecimila striscioni contro Salvini, in un crescendo rossiniano, a Campobasso come a Foggia, a Napoli come a Firenze, fanno capire che la gente non ne può più di odio e propaganda a buon mercato . Fanno capire che la gente è stufa di lui e delle sue teorie sovraniste, che puntualmente fanno schizzare lo spread vicino alla soglia dei 300 punti, pregiudicando la crescita economica.

Le lenzuola appese alle ringhiere dei balconi, dunque. Affacciati alla finestra, amore mio, cantava Jovanotti. Per Salvini , invece, meglio non vedere. Ciò che colpisce in effetti  è l’ironia di quegli striscioni. Del resto non c’è niente di peggio, per un aspirante leader, che esser preso poco sul serio, esser preso in giro, per dirla senza tanti giri di parole. Per un politico l’arma dell’ironia è infatti la peggiore da subire: la credibilità è tutto e il passaparola di questi giorni conferma che Salvini ha perso proprio in credibilità. Se ne è reso conto lui stesso. Da qualche settimana ha il volto tirato, da pugile suonato, che  oscilla tra atteggiamenti isterici e rassegnazione.

Lazzi e frizzi di questi giorni  fanno  insomma capire che la gente non ha più paura del leader leghista, e aspetta, satireggiando allegramente, il suo crollo. Arriverà molto prima di quel che si creda. Forse già il prossimo 26 maggio.

Lucio Giordano