TRE STORIE PARALLELE DI DISPERAZIONE PER TRE LAVORATORI

DI LUDOVICA PALLAVICINI

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…Rocco sapeva fare le cose, o quanto meno si industriava, non gli faceva schifo nessun lavoro, un giorno muratore per una casa abusiva a Ragusa, sedici ore in fretta a cementare, pagato a cottimo, che la sera Rosina la moglie gli metteva le mani ammollo in una bacinella di acqua calda, per scrostarle dal cemento e dalla calcina, anche dalla stanchezza. Angelo faceva il carrozziere a Torino e si sentiva tranquillo, è vero che sei bocche da sfamare sono tante ma lui era bravo, il mestiere lo conosceva, imparato come apprendista a dodici anni, quasi più basso del cofano delle auto che doveva lucidare ma, come diceva il preside della scuola…questo ragazzo è bravo con le mani, lo studio non è per lui e anche il parroco, alla quale la madre si rivolse per consiglio confermò.Immacolata, il buon dio non ci ha fatti per essere tutti medici o ingegneri, altrimenti nel mondo mancherebbero tanti operai che sanno fare le cose, guarda me…mi sono fatto prete e se vedo passare una bella femmina ancora mi gira la testa, parlerò con il signor Gino, lavora le macchine e il futuro è nell’auto, è il progresso…lo piglia a lavorare , lui impara….poi a Torino si fanno le auto…

Vito era un pochino più ambizioso, sarà stata l’aria di Vasto, aria di mare, frizzante, ti entra in testa e ti fa venire pensieri, propositi, intendimenti, speranze….mise su un piccolo deposito di materiali edili e girava con un furgoncino a rifornire i cantieri di piastrelle, materiali, rubinetti…chilometri tutto il giorno e trattative per i prezzi ma era ottimista e poi si sentiva un uomo libero senza padrone, vero che le spese per gli studi dei figli e per le scarpe….crescevano come funghi…erano tante ma il furgoncino non si rompeva, anzi sembrava un cavallo fedele che macinava chilometri come se avesse il Tom Tom tra le orecchie…

Rocco, dopo tanti anni a costruire case decise che era il momento di averne una sua, non tanto per lui che anche una capanna…ma per moglie e figli, bisognava farli stare comodi, specialmente la più piccola che andava all’università e ogni volta che Rocco, non più tanto giovane si arrampicava su una palanca con settanta chili di mattoni sulle spalle si riconsolava…ancora uno sforzo e Mariella domani prende trenta all ‘ esame Angelo aveva messo su la sua carrozzeria, era conosciuto e nonostante la tosse continua causata dalle vernici la sera chiudendo la saracinesca si sentiva soddisfatto, passava dall’egiziano pizzaiolo amico suo e comperava sette pizze da portare a casa, molto grandi…

Vito andava avanti, solo che a un certo punto gli ordini cominciarono a calare, i pagamenti dilatati a tre mesi, a sei, poi non si sa ….crisi dell’edilizia dicevano, troppe tasse e vincoli, scusa sto fallendo con la mia impresa…i soldi non te li posso dare….magari tra qualche mese…e anche il furgoncino dava segni di vecchiaia, come un vecchio cavallo dalle articolazioni rotte

Rocco andò in banca, a Ragusa il lavoro era calato, non si costruiva più e poi in effetti alla sua età arrampicarsi…non ce la faceva più…disse alla banca, un direttore, mica che.., che lui non ce la faceva a pagare il mutuo della casa, andava anche a raccogliere pomodori con quei ragazzi neri simpatici ma a due euro l’ora, solo un esame della figlia ne costava duecento…fu tranquillizzato, la banca è una sua amica diceva il direttore sorridendo, un direttore, mica che…

Angelo tirava avanti, piccoli lavori ma non ci poteva nemmeno pagare le pizze per la cena, e i figli avevano fame.. tossiva sempre di più, stavolta una tosse nervosa, specialmente quando tornava a casa e tutti lo guardavano..

Vito perse il furgoncino un martedì mattina, si era accasciato a terra come un vecchio cavallo stremato, troppo chilometraggio e poca biada, succede ai cavalli vecchi…quindi non più consegne, si recò in una concessionaria per acquistarne uno nuovo ma chiesero garanzia sul reddito, quale, chiese lui? non c’è lavoro…posso prendere impegni per il futuro ma adesso…io non ho quasi più reddito…gli dissero di ritornare , tra un anno, forse due, c’era la crisi, non lo sapeva? le banche dovevano tutelarsi. Angelo, che stava a Torino, che pure è una città magica ma stavolta non era magia buona cadde in depressione non usciva di casa e pensava sempre a quando gli avevano portato una Ferrari incidentata e l’aveva rifatta perfetta

Passano i mesi, a Ragusa fa caldo, a Vasto si sente l’odore del mare, a Torino le temperature più fredde e piove pure
Una mattina Rocco apre la porta, ufficiale giudiziario…notifica di esproprio della casa per morosità, lui chiama la figlia che sapeva leggere meglio….lei scoppia piangere, papà, ci tolgono la casa
Vito pensò che così non si poteva andare avanti, ci pensò a lungo…accanto alla carcassa del furgoncino abbandonato poi prese la tanica di benzina , si cosparse tutto e con la fiamma di un’ultima sigaretta se ne andò..
Rocco ebbe lo stesso pensiero, eppure Ragusa e Vasto sono lontane ma qualcuno dice che il mondo è piccolo, globalizzato, la stessa cosa la puoi fare dovunque e nello stesso momento…tempi moderni amici miei
Angelo trovò la corda e ci appese , aveva pensato che alla fine sarebbe stato come andare in altalena, a lui piaceva tanto da bambino..
la stessa sera si ritrovarono tutti e tre in uno strano posto chiamato terzo livello
c’era anche un ascensore, quarto piano Paradiso ma c’era un cartello…NON DISTURBARE…e la parola fine non c’è ancora…alla prossima puntata ©.

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