CONTRO LA MAFIA, FACCIAMO RUMORE

DI LUDOVICA PALLAVICINI

23 maggio 1992, 17:58, Capaci, cinque quintali di tritolo esplodono sotto il Sole bollente della Sicilia… Tutto il resto è silenzio… Lo è ancora, ventisette anni dopo. Il silenzio di chi non ha il coraggio di denunciare… Il silenzio di chi continua a subire… Il silenzio di chi ha visto, ma ha fatto finta di non vedere… Il silenzio delle bocche sciolte nell’acido. Bisogna parlare, ribellarsi, sconfiggerli tutti: dal piccolo boss di quartiere al funzionario dello Stato, come nel domino, colpendo un tassello cadono tutti gli altri… I criminali hanno paura delle idee, di cervelli benpensanti, di persone che, anche senza bombe o pistole, hanno più coraggio di loro. Per cui facciamo rumore, e non solo oggi. “Questa è casa nostra, non cosa vostra.”, non dimentichiamoli.

23 maggio1992 Non dimenticare per educare!
Dopo una stagione di veleni e sospetti, in cui era stato accusato sia dai politici che dai colleghi magistrati di protagonismo nella lotta alla mafia, il 22 maggio 1992 per Falcone arriva la sospirata nomina a Direttore della Procura nazionale antimafia. Borsellino, che era rimasto in Sicilia, esulta. La loro comune azione può riprendere con rinnovato vigore. Qualche tempo prima, nel corso di un’intervista, Falcone aveva dichiarato: «Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande… In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere». Una profezia.!
Non esiste alcuna “ragion di Stato” per fermare le bombe e le stragi … esiste solo l'”Alto Tradimento” quando si “tratta” con la mafia e si sacrificano gli uomini e donne migliori come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, le loro scorte e altri innocenti per salvarsi la pellaccia pavida e corrotta…..