SONDAGGI, IPPODROMI E CONCLAVI

DI MARIO PIAZZA

Se è vero che i sondaggi politici ed elettorali possono essere uno strumento truffaldino per condizionare il voto, è altrettanto vero che privare per un periodo tanto lungo gli elettori di una previsione di ciò che sta per accadere sottrae un elemento di valutazione e quindi di scelta di cui sarebbe normale disporre. Un po’ come se si proibisse ad un malato di misurarsi la febbre o ad un cuoco di pesare un ingrediente.

E del resto i sondaggi continuano ad essere effettuati e sono a disposizione di tutti gli addetti ai lavori, dai partiti politici agli agenti di borsa, dai giornalisti alle ambasciate straniere e per non incorrere in multe c’è anche chi prova a diffonderli camuffati da corse di cavalli o da conclavi cardinalizi.

Una condizione di semiclandestinità surreale, quando sarebbe tanto facile imporre i parametri secondo cui un sondaggio debba essere effettuato: numero e composizione del campione intervistato e linearità delle domande poste.
Ancor più surreale questa pretesa di proteggere le fragili menti degli elettori se si pensa che invece nessuno alza un dito a fronte delle manipolazioni giornalistiche che fanno carne di porco di dichiarazioni, dati e incontri molto spesso del tutto immaginari.