VOTARE È UN DIRITTO DA TENERE STRETTO

DI MARIA PIA DE NOIA

Domani nuovamente in Puglia. Per votare.
Scendo domani perché oggi non c’era posto sul treno. Nemmeno il biglietto con sconto elettorale ho potuto fare. Perché devi andare a Termini e fare la coda con un certificato elettorale valido. Il mio certificato è scaduto, e avercelo il tempo per la coda per poi magari sentirsi dire tutto esaurito. Non c’è posto nemmeno per rientrare domenica sera.
Una volta alle elezioni le corse venivano incrementate perché votare è un diritto.
Oggi le elezioni sono una fiera del marketing.
È più facile trovare un buonosconto al mercato in cambio di un voto che avere di diritto lo sconto sul treno per poterlo dare quel voto.

Lunedì devo andare prima a Napoli, poi a Milano. Per andare da Bari a Napoli (stessa altezza sullo stivale, due ore di auto in mezzo) ci vuole quasi lo stesso tempo che per andare da Napoli a Milano. Perché il collegamento Bari-Napoli esiste da anni negli spot elettorali non nella realtà. Che se Cristo si è fermato ad Eboli pure la TAV non è andata oltre. Se accade no non è colpa nostra. Non è colpa nostra se partono Frecciarossa vuoti ogni 15 minuti da Napoli a Milano e da Milano a Napoli ma il resto d’Italia è a piedi. Qualcuno disse che la tratta non ha passeggeri. Ma vaffancul va.
Comunque mi dice bene che lunedì devo andare da Napoli a Milano e non a Cuneo.
Sempre guardare il binario mezzo dritto.

Domani dopo 5 giorni ritorno in Puglia per votare. Anche se andare a Napoli da Roma sarebbe stato il tempo di un caffè americano. E pure andare a Milano da Roma è più comodo.
Ma votare è un diritto. E io me lo tengo stretto.