DI MAIO DIMETTITI. E I 5 STELLE TORNINO ALLE ORIGINI

DI CLAUDIA SABA

Caro Di Maio,
è inutile cercare di minimizzare.
La disfatta c’è.
Inutile accampare scuse e trincerarsi dietro colpe inesistenti di chi non è andato a votare.
È chi non vi ha votato tra i votanti il vero problema.
È chi vi ha visto traballare davanti a Salvini, chi vi aveva assegnato un compito di grande responsabilità ed è rimasto deluso, chi avrebbe voluto da voi maggiore consapevolezza, che ha fatto la differenza.
Perché sono loro che non vi hanno scelto di nuovo.
Caro Di Maio è vero sei una persona perbene ma non basta solo questo per restare al governo.
Occorre seguire una linea coerente, per restare sul gradino più alto.
Si lo so, avete introdotto il reddito di cittadinanza, avete ridotto il numero dei parlamentari, avete fatto alcune delle cose promesse in campagna elettorale.
Ma non basta neanche questo.
Non è bastato infatti.
Sarebbe invece bastato restare voi stessi, con gli ideali di sempre, con la convinzione che un governo insieme a chi avete per anni attaccato non avrebbe funzionato.
Non poteva funzionare e non ha funzionato.
Salvini con l’esperienza e l’astuzia acquisita in anni e anni in politica, vi ha divorato.
Questo governo non andava fatto.
O soli, o al voto nuovamente.
Senza se e senza ma.
Invece vi siete accontentati pur di andare al governo.
Ma i fuochi di paglia durano poco, la folla si stanca, si è stancata e vi ha spazzato via alla prima occasione.
Le colpe di questo risultato non sono degli elettori che non hanno votato.
Sono le tue e di chi ha deciso di incentrare tutto su di te.
Il movimento cinque stelle è un insieme di persone, “uno vale uno”, questo era il motto.
Ma è stato tradito.
Buttato a mare come tanti altri punti fermi del movimento.
Politicamente non hai dato alcuna certezza agli elettori.
Indeciso, volteggiante,
prima con la lega e poi a poche settimane dal voto, contro la lega.
Cedere sui vostri punti principali, spaccherà il movimento.
Una sola cosa puoi fare per restituire ali al M5S.
Dimetterti.
Ora la lotta di piazza è più necessaria che mai.
E dare spazio a qualcun altro, in grado di mantenere invariati i principi che hanno portato il movimento fin qui.
Fino a quel 4 marzo.
A distanza di un anno, non siamo più la stessa cosa.
Abbiamo acquisito una nuova identità, sgradita ai veri attivisti.
E devi assumerti la responsabilità di questa sconfitta rassegnando le dimissioni.
Di Battista dovrebbe decidere cosa fare da grande.
O dentro o fuori.
Questo è il momento giusto.
È ora di tornare alle vere origini del M5S.