FORTUNA CHE C’È L’EUROPA

DI ALBERICO GIOSTRA

Ancora una volta possiamo dire: per fortuna che c’è l’Europa. La Lega ha sfondato in Italia ma i suoi amici sovranisti non hanno sfondato nel vecchio continente e resteranno fuori dalla nuova Commissione. In Francia l’ondata di proteste dei gilet gialli ha, come previsto, beneficiato la destra e svuotato chi aveva penosamente cercato di cavalcarla come la sinistra massimalista di Melenchon, quella stessa sinistra che non a caso perde ovunque, nel Regno Unito, in Spagna, in Grecia, (l’Italia neanche la cito) abbandonata dai giovani che scelgono i Verdi, unico soffio di speranza e di vitalità (E anche qui non posso citare l’Italia). E’ andata male, anche qui come previsto, per l’M5S. Colpisce soprattutto che abbia ribaltato a favore degli alleati leghisti i rapporti di forze, perdendo la metà dei voti e vedendo raddoppiare quelli dei fratelli coltelli. Non ricordo sia mai accaduto qualcosa di simile. Il M5S ha perso voti a sinistra verso il Pd post renziano, verso l’astensionismo ma anche verso la Lega. Vedremo l’analisi dei flussi ma adesso bisogna chiedersi: che cosa è diventato il M5S? La manovra ispirata ad un corrivo tatticismo di spostarsi a sinistra per frenare l’emorragia di voti verso il Pd si è rivelata una follia perché avviata nel pieno di un’ondata di destra, ma chi ha continuato a votare i 5S nel pieno dell’onda nera che cosa è? E può essere riscattato in una prospettiva progressista? Perché la sensazione è che il movimento si sia liberato di molti voti di destra. Il M5S tiene soprattutto al Sud e nelle Isole, laddove esiste il voto di interesse e si cerca protezione dallo Stato, (dunque il reddito di cittadinanza ha pagato), si teme l’Autonomia del Nord ma dove almeno il razzismo leghista non piace molto. Tutte istanze che un partito di sinistra può soddisfare. In altri termini: il M5s è nato sotto il segno dell’ambiguità dipietrista di cui ha ereditato il giustizialismo e l’opportunismo ideologico di matrice centrista, di un centro che non guardava degasperianamente a sinistra ma andreottianamente dove capitava. Ora però è chiuso a destra dalla Lega altrettanto giustizialista, securitaria e più abile nella diffusione delle adorate fake news, e a sinistra dal Pd. E dopo aver contribuito ad ingrossare quell’onda nera che lo ha travolto, è costretto a trovare un’alternativa al doroteo Di Maio ormai ai titoli di coda. L’alternativa però è tra i latrati diciannovisti di Di Battista, che può recuperare voti a destra, e la sinistra antirazzista e alla Potere al popolo dell’inconsistente Fico. Alternative comunque che non andranno oltre il 10% dei voti. Per il M5S sembra l’inizio della fine. E quando la fine verrà, vedrete verrà anche per la Lega.