PAMELA, PER OSEGHALE ERGASTOLO. MA NON FINISCE QUI

DI CLAUDIA SABA

Innocent Oseghale è stato condannato all’ergastolo più 18 mesi di isolamento diurno per l’omicidio di Pamela Mastropietro.
La Corte d’assise di Macerata lo ha deciso dopo oltre cinque ore di camera di consiglio.
Il corpo di Pamela era stato ritrovato il 30 gennaio 2018, smembrato, dentro due trolley sul ciglio di una strada a Pollenza.
Oseghale è accusato di omicidio e occultamento di cadavere.
La violenza sessuale è stata invece assorbita dalle aggravanti.
“Oseghale ha strumentalizzato Pamela come un giocattolo” ha dichiarato il procuratore Giovanni Giorgio davanti alla Corte di Assise.
“Si era ripresa ma era in stato confusionale dovuto alla droga. Lui frettolosamente ha soddisfatto le sue voglie sessuali inducendola a un rapporto sessuale non protetto”, ha aggiunto.
Presenti in aula i genitori di Pamela, Alessandra Verni e Stefano Mastropietro insieme alla nonna, ai parenti e agli amici.
Secondo l’accusa, Oseghale ha violentato la ragazza approfittando delle sue condizioni di inferiorità e, di fronte alla reazione della ragazza vittima che aveva deciso di andarsene, l’ha accoltellata al fegato e fatta a pezzi per poi disfarsi del corpo.
Oseghale ha ammesso solo di aver tagliato il corpo della
ragazza ma non la violenza sessuale ne’ l’omicidio.
I legali di Oseghale avevano chiesto l’assoluzione sia per la violenza sessuale che per l’omicidio e di condannarlo invece solo per vilipendio, distruzione e occultamento di cadavere.
Ma i giudici della Corte di Assise di Macerata hanno deciso per il
massimo della pena.
La vicenda di Oseghale non è certo finita.
Questa è solo una prima tappa però.
Molto probabilmente ci sarà un ricorso in appello e a seguire la Cassazione.