CONSIGLI PER I 5 STELLE

DI FRANCESCO ERSPAMER

Psicologicamente è un atteggiamento comprensibile: una minoranza di italiani, ma consistente, improvvisamente emerge dal letargo (una decina d’anni fa), rinnega i partiti che sino ad allora aveva entusiasticamente o passivamente sostenuto, e decide di salvare il Paese. Con ottime intenzioni, molta onestà e anche una certa disposizione al sacrificio. Ovvio che, come sempre gli apostati (che sarebbero coloro che rinnegano la propria religione), siano convinti che la nuova verità debba essere evidente a tutti: se sono cambiato io anche gli altri possono o devono cambiare.
La realtà è invece complessa e le persone sono in dissintonia. E meno male; il liberismo globalista ce la sta mettendo tutta a omogeneizzarci ma, Stati Uniti a parte, incontra resistenze. Chi si converte, chi vede la luce, deve ancora mettere in conto il sospetto o semplicemente il ritardo o l’inerzia altrui. Le sue ragioni le deve dimostrare nel tempo, e insieme a esse la propria solidità, le proprie capacità, la propria flessibilità. Questa è la politica, questa è la democrazia: strumenti attraverso cui chi pensa di sapere come la società dovrebbe essere organizzata, prova a convincere un popolo e in questo modo verifica la validità delle proprie ipotesi e strategie. In altre parole: davvero non basta sentirsi nel giusto per essere nel giusto e i valori o princìpi che spacciamo some universali o umani o eterni sono quasi sempre quelli che non siamo in grado di difendere concretamente, nei fatti.
Il M5S è una realtà della politica italiana; ha più o meno le dimensioni del PCI nel dopoguerra, quando si ritrovò intorno al 20% dopo aver creduto di avere l’appoggio della maggioranza della popolazione. Ma invece di inveire contro gli italiani coglioni, fece autocritica, abbandonò le sue velleità insurrezionali (riconoscendone l’inesistenza) e cominciò a fare politica. Come? Rafforzando a livello territoriale la propria organizzazione (gli effetti si vedono ancora oggi: una parte dei voti al Pd, ossia al partito più liberista del panorama italiano, vengono da comunisti fedeli alla ditta sino alla morte, loro e del partito) e imparando a fare propaganda, attraverso i giornali e portando a sé gli intellettuali. Lo ha fatto il M5S? Neanche un po’. Fra le sue file c’è ancora troppo francescanesimo, ci sono troppi Savonarola, troppo avventurismo, di cui è un tragico esempio il mito della democrazia diretta, come se la maturità e la coscienza non andassero faticosamente costruite attraverso l’educazione ma semplicemente affermate, concesse.
C’è molto da fare e ci sono spazi enormi. Ma solo per chi sia disposto a lottare con pazienza e tenacia per un futuro migliore, fra difficoltà, errori, compromessi, ripensamenti. A pretendere tutto e subito son buoni tutti, tanto è solo uno sfogo isterico che neanche gli fa il solletico, al potere.