GENOVA. IN PROCURA SPONTANEAMENTE I POLIZIOTTI CHE HANNO PESTATO IL GIORNALISTA DI REPUBBLICA

DI CHIARA FARIGU

Sul pestaggio di Stefano Origone molto presto si conosceranno i nomi dei responsabili e le motivazioni dell’accaduto. La svolta odierna lascia ben sperare il procuratore Cozzi che assicura “non sarà un altro G8”.

Per comprendere i fatti, occorre fare un passo indietro a sei giorni fa.

E’ stata una frazione di secondo. A Piazza Corvetto, a Genova, negli  scontri tra polizia e antifascisti, durante la manifestazione di Casapound, nel giro di pochi secondi è successo il finimondo. I tafferugli iniziali sono sfociati presto in scontri violenti e cariche della polizia.

Stefano Origone era lì a riprendere la manifestazione per Repubblica, il giornale per il quale scrive.

In un attimo, come racconterà lui stesso, è stato accerchiato senza alcuna possibilità di fuga. E benché urlasse ‘sono un giornalista, sono un giornalista’, la furia dei poliziotti si è abbattuta su lui con spintoni, manganellate, calci con gli anfibi.

Finirà all’ospedale con una costola rotta, due dita fratturate e l’incredulità per quanto accaduto. Sarebbe andata anche peggio se un poliziotto di sua conoscenza, arrivato poco dopo, non fosse intervenuto a fermare il pestaggio.

Quelle immagini così cruente hanno destato molto clamore. E molti si sono domandati se gli autori di tanta ingiustificata violenza l’avrebbero fatta franca, come troppo spesso succede.

Oggi il colpo di scena. Quattro di quegli agenti si sono presentati spontaneamente in Procura, accompagnati dai loro legali per ricostruire quanto accaduto. Nel mirino dell’indagine, altri due poliziotti che, come tutto lascia supporre, seguiranno l’esempio dei loro colleghi.

“Non sarà un altro G8”, ebbe a dire, subito dopo i fatti il procuratore Francesco Cozzi che, sebbene avesse stigmatizzato fin da subito l’accaduto come ‘fatto inaccettabile’, era convinto che la vicenda avrebbe avuto il giusto epilogo. “Come procuratore non posso che compiacermi per la collaborazione della polizia che dà la misura di un senso istituzionale di elevato profilo. A differenza di quanto profetizzato da alcuni c’è stata un’ampia collaborazione dei dirigenti della polizia nel consentire di arrivare a far chiarezza”, ha affermato Cozzi.