LA DESTRA HA VINTO COSÌ: RACCONTANDO UN PAESE CHE NON ESISTE

DI EMILIANO RUBBI

Faccio una piccola riflessione del tutto personale.
Magari può interessare a qualcuno.

Non ho mai parlato su Facebook di Pamela Prati e del suo promesso sposo immaginario.
Così come non ho parlato di Pillon e del suo disgustoso post su Zucconi.
Ma non per snobismo, semplicemente perché questo circo di nani, buffoni e ballerine non mi fa ridere né mi indigna, mi mette addosso solo tanta tristezza.

Per lo stesso motivo non ho mai parlato neanche delle vicende dei reali d’Inghilterra (royal wedding e royal baby, per capirci), che trovo interessanti più o meno come una retrospettiva sul cinema di Pieraccioni.

Alcuni di voi mi dicono che sono bravo a comunicare, ma io non credo che sia così, almeno non del tutto.
So parlare di quello che mi interessa, non di altro, ma solo alle persone che, più o meno, sono disposte ad ascoltare quello che voglio dire, nel modo in cui lo dico.
Nei confronti di altre persone, gli elettori leghisti ad esempio, non risulto altrettanto efficace nella comunicazione.
Il mio registro comunicativo non funziona.

La sinistra, oggi, è messa come me.
Quello che ci manca è un registro comunicativo che sappia parlare anche agli altri, a quelli che, oggi, sono abituati alla ipersemplificazione e agli hashtag.

Perché la destra ha vinto così: raccontando un paese che non esiste e amplificando dei problemi irrilevanti, non analizzando i dati e cercando di restituire un paese reale e dei problemi reali.
Comunicando.
Mentendo, ma comunicando benissimo le bugie che potevano creare una narrazione dalla quale trarre vantaggio.

Quello che manca alla sinistra è la capacità di costruire una narrazione credibile e di portarla a tutti.

Ed è più difficile farlo, da questa parte, perché la realtà è complessa e prevede delle soluzioni complesse, che mal si adattano a essere ridotte a uno slogan o a un hashtag.

Dobbiamo imparare a comunicare.
Individuare i temi che ci stanno più a cuore e imparare a farli comprendere da tutti.

La sfida per la sinistra, in Italia, parte da questo.
E da questo dipende tutto il suo futuro.