LIBIA, GUERRA AL RALLENTATORE MA SOLO PER ARMARSI MEGLIO

DI ENNIO REMONDINO

Impasse nei combattimenti intorno a Tripoli, ipotesi di tregua e di negoziati. La commedia politica e la corsa alle armi per sempre più guerra che tutti vogliono vincere.
l’inviato speciale dell’Onu in Libia, Ghassan Salamè. «Diversi Paesi stanno consegnando armi a tutte le fazioni, nessuna esclusa». Tra i principali fornitori, Turchia, Bulgaria, Giordania e soldi arabi. Il cessate il fuoco chiesto inutilmente dall’Onu che ora illude le diplomazie col basso profilo di uno scontro che dall’attacco di conquista è passato allo scontro di posizione. Haftar incartato nella periferia sud di Tripoli e Sarraj a dare voce politica alla milizie di Misurata che lo hanno sino ad oggi tenuto formalmente il carica. Recita Sarraj: «La richiesta di un cessate il fuoco a Tripoli deve essere accompagnata dal ritorno di chi ha aggredito da dove proviene» spara da Tripoli Sarraj tanto per dar segnale di esistenza politica … CONTINUA SU REMOCONTRO:

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