L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE SUPERA L’UOMO NEI VIDEOGIOCHI MULTIPLAYER

DI MARINA POMANTE

Sono agenti virtuali improntati su algoritmi di intelligenza artificiale e sono in grado di imparare strategie complesse del tutto simili a quelle umane. La dimostrazione è nel nuovo studio di DeepMind basato sul videogame Quake III Arena.

I giocatori che si sfidano in un gioco 3D non sono umani ma macchine che funzionano con l’intelligenza artificiale e come è riportato su “Science”, raggiungono livelli di abilità anche superiori a quelli dell’uomo. Una svolta tecnologica che finora era considerata fuori portata.

In pratica si tratta di quello che viene definito: reinforcement learning, RL (cioè l’apprendimento per rinforzo). Tale tecnica è usata per addestrare agenti intelligenti ad essere indipendenti in ambienti di complessità sempre maggiore. Fino a ieri l’intelligenza artificiale poteva essere usata prevalentemente per competizioni a due con l’essere umano, come per il gioco degli scacchi.

L’impiego invece in un gioco multiplayer prevede un’esperienza immersiva e richiede una rosa più ampia delle abilità cognitive.
La prova è stata effettuata in un gioco a squadre dove i giocatori devono cercare di battere la squadra avversaria e si deve “competere” per arrivare all’obiettivo. Così ogni agente, con una visione soggettiva, impara dagli stessi imput che riceve e deve articolare il movimento in base alla situazione che muta sotto i propri “occhi”. La novità sta proprio nel concetto che l’intelligenza artificiale in questo caso non disponeva di modelli precostituiti e non possedeva conoscenze sulla condizione e lo stato degli altri giocatori, l’unica fonte era in reltà la propria esperienza che man mano che il gioco si svolgeva, veniva acquisita.

Ne è conseguito che dopo migliaia di partite, diverse squadre di agenti hanno imparato a giocare in ambienti differenti e casuali sviluppando strategie individuali e “personali” frutto dell’autoapprendimento e non diverse dalle strategie umane, tanto che nelle competizioni tra umani e intelligenza artificiale, quest’ultima ha prevalso. La capacità delle intelligenze artificiali ha anche evidenziato come queste possano “lavorare” in squadre miste con presenze umane.