2 GIUGNO. FESTA PER UN AMORE

DI MARINA NERI

Teatro ormai vuoto.La gente andata via.Silenzio che incornicia la fine di una recita… L’ ennesima.Ormai è bravo, sa impostare la voce.

La sua presenza scenica è incredibile.

La gente applaude e non sa.

La gente ride e non sa.

La gente chiede il bis e non sa.

Non sa di quella solitudine che si ubriaca di successo, di confusione, di giochi pur di allontanare lo smarrimento che prova.

Perdere l’ amore, quando si fa sera…. Il senso dell’ ineluttabile, del definito e del definitivo.

Il buio scende e cala il sipario.

Non vi è più neppure lo sprone di dire: Show must go on !!!!

È sera…il buio e la sua coltre ammantano tutto, chi perde l’ amore quando un po’ d’ argento imbianca le tempie,sa che solo il silenzio è dignità.

Sa che solo nel chiuso di una camera da letto vuota urlera’ il suo dolore, infierendo su un cuscino desolatamente freddo.

Lì dove palpiti e sospiri avevano mosso il mondo o fosse anche solo la vita dei due amanti.

E l’ ira cede il passo ai ricordi…ai rimpianti…ai rimorsi…

Le Tre ” R” della storia di un Amore che finisce.

Quello che faceva urlare contro vento.

Contro tutto e tutti gli stereotipi o i meccanismi che volevano imbrigliarne la libertà, l’ orgoglio di essere un Amore vero, vivo, trasferibile agli altri, non vergognoso tempio chiuso egoisticamente al mondo.

E l’ attore siede sui gradini di un proscenio vuoto ormai. Tolto il cerone , svestito il ruolo, resta l’ Uomo.

È sera, ha pianto ricordando chi era.

Ricordando le lotte infinite per quell’ amore.

Quando faceva le barricate per difenderlo.

Quando si sporcava le mani per dichiararlo al mondo.

Quando non temeva di gridarlo in faccia a chi vedeva solo profitto dove lui leggeva solo amore.

Quando per quell’ Amore un 2 giugno di circa di 70 anni fa entrò in un seggio, con gambe tremanti per l’ incertezza dell’ esito, e scrisse su un foglio la sua Dichiarazione d’ Amore chiamandola ” Repubblica” .

” Lasciami gridare, rinnegare il cielo, prendere a sassate tutti i sogni ancora in volo li farò cadere ad uno ad uno, spezzero’ le ali del destino,E TI AVRÒ VICINO”( M. Ranieri)

Così disse quell’ uomo a se stesso in una sera che non voleva saperne di diventare tramonto .

Avrebbe spezzato le ali del Destino, avrebbe combattuto per riaverla Vicino.Sapeva cosa doveva fare. Rientrare in quel seggio dove tutto aveva avuto inizio

Si alzò.Risentiva fluire in sé la gioventù, ora che sapeva di volere riscrivere nuovamente quella sua dichiarazione d’ amore alla Sua Repubblica.

E Lei sarebbe tornata perché aveva visto l’ amore di lui capace di combattere ancora.

L’uomo guardò fuori dal Teatro. C’era l’Alba. Finalmente. Una nuova Alba. Auguri Repubblica Italiana!

Foto di Marina Neri