NOA, LA SUA VITTORIA E’ LA NOSTRA SCONFITTA

DI RENATA BUONAIUTO

La sua vittoria è la nostra sconfitta.
Noa si è lasciata andare, qui sulla Terra non voleva più restare, troppi orrori avevano infranto questo breve passaggio.
Noa Pothoven aveva solo 17 anni e tanto troppo da ricordare.
A 11 anni durante una festina di bambini era stata violentata, due anni dopo quella scena si era ripetuta. Il suo corpo era stato ancora violato ed il suo cuore devastato, la sua mente, frantumata.
Non c’ere più spazio per i giochi, per le risate, per l’amore. Tutto era diventato sporco, buio, maleodorante.
Quando a 15 anni, una sera tornando a casa ad Arnhem un gruppo di orchi l’ha attorniata, bloccata e stuprata, Noa ha smesso di vivere. Una legge del 2002, in Olanda consente il suicidio assistito e dal 2004 ha promulgato anche il protocollo di Groninger, sull’eutanasia infantile.
Noa si è rivolta alla clinica “Life end” e la scorsa domenica, fra le mura della sua casa, circondata dai suoi genitori e familiari ha salutato questa terra, che non ha saputo ancora una volta difenderla, proteggerla ed amarla come meritava.
In un messaggio in rete le sue ultime parole “Rivivo quella paura e quel dolore ogni giorno, il mio corpo si sente ancora sporco”.
Noa gli sporchi siamo solo noi, che abbiamo reso questo mondo un luogo insicuro e pericoloso, che abbiamo chiuso gli occhi, voltato lo sguardo, spento le nostre anime.
Perdonaci se puoi.