REGOLE EUROPEE. TUTELARE L’ECONOMIA LOCALE ITALIANA È UNA PRIORITÀ

DI DINO GIARRUSSO

Oggi sono stato a Bruxelles, dove per la prima volta si è riunita la delegazione dei 14 eletti del M5S al parlamento europeo.
Dal giorno del voto non ho smesso di studiare e ascoltare i cittadini di Sardegna e Sicilia, molti dei quali ho incontrato in questi giorni. Fra le cose da sistemare immediatamente, in sede europea, ci sono quelle regole che hanno penalizzato gli italiani, ed in particolare i sardi e i siciliani.
Per spiegarvi quanto può incidere -in negativo o in positivo- una decisione europea sull’economia locale, voglio ricordarvi l’assurda storia dello zuccheraggio del vino.
In molti paesi europei ed extra-europei il vino viene fatto aggiungendo zuccheri raffinati (di canna o di barbabietola) che ne alterano il tasso alcolico. Una sofisticazione legalizzata che NON è stata fermata dall’Europa, e che anzi è stata avallata nel 2007 dalla commissione agricoltura di cui faceva parte l’eurodeputato siciliano Giuseppe Castiglione.
Pratiche come queste impoveriscono i nostri agricoltori sia direttamente (un tempo per aumentare la gradazione si usavano mosti rettificati, prodotti soprattutto in regioni meridionali dove l’uva ha un maggiore tenore zuccherino, e questo assicurava introiti maggiori) che indirettamente, dovendo chi produce vino senza adulterazioni subire la concorrenza sleale di chi fa sciroppo e lo vende come vino.
Inoltre queste pratiche non tutelano il consumatore, poiché in etichetta NON vi è l’obbligo di riportare il procedimento di zuccheraggio, e dunque vi è la facoltà “legale” di ingannare il consumatore che non può sapere se quello che acquista è vino fatto solo con uva o con procedimenti diversi.
Fra le tante cose sulle quali subito voglio lavorare in Europa c’è la revisione di queste regole, e l’obbligo di riportare in etichetta qualunque trattamento che non sia quello tradizionale di trasformazione delle uve in vino. Perché se siamo portavoce dei cittadini e non delle lobby, dobbiamo ascoltare e difendere produttori, consumatori, palati e salute.