ANALISI SUGLI ERRORI DEL M5S

DI MICHELE PIZZOLATO

Quasi ogni giorno scrivo (convintamente) i motivi che mi portano a sostenere il M5S. Quando l’adesione ad un progetto politico sia pur da elettore, è seria, come lo è la mia, non bisogna aver paura di dire le cose che non sono andate e che non vanno:

– il voto contro l’autorizzazione a procedere per Salvini sul caso Diciotti. Ha fatto perdere moltissimi voti, mettendo in discussione il principio di pari trattamento fra ministri, politici e cittadini comuni. Poco conta, da elettore, che gli iscritti abbiano avallato la scelta: da elettore io ho votato un programma che non prevede eccezioni per i ministri di fronte alla giustizia. Per di più su un tema per il M5S delicatissimo come l’immigrazione;
– il tentennamento sul NO TAV. Dopo l’analisi costi benefici la posizione del M5S deve risuonare chiarissima: NO TAV, senza se e ma. In discussione è un punto identitario, il prioritario utilizzo sociale delle risorse: in un paese in cui le persone ci mettono un’ora in treno per andare da Bergamo a Milano, non ha alcun senso buttare miliardi di euro per fare andare le merci in un’ora e mezza fra Lione e Torino. Ancora oggi la posizione non è chiara. NO TAV senza se e ma, fino in fondo.
– dopo la debacle elettorale delle Europee si doveva PRIMA ridiscutere rapidamente la linea politica e gli errori fatti, DOPO verificare quale leader era il più adatto a questa analisi. Invece Di Maio, sbagliando, ha posto prima la questione del suo nome e della sua poltrona e ha poi rinviato le scelte necessarie a dopo. E le scelte necessarie ancora latitano: non è certo con una riorganizzazione territoriale o con qualche nuovo responsabile di comunicazione, che si risolve il tema di subalternità alla agenda mediatica leghista;
– codice appalti. E’ verissimo che sono state garantite le soglie già in vigore per i subappalti e gli obblighi di sicurezza per le imprese, ma né nel programma del M5S, né nel contratto di governo c’era alcuna sospensione delle regole del codice di appalti. Anzi. E’ un errore grave quello di continuare rincorrere la Lega, in particolare dopo la debacle elettorale; l’idea – sbagliata – che rimbalza è che il M5S ha paura che la Lega lasci il governo e quindi cede. Ma questo è l’esito dello stile di Di Maio – ripeto eccellente ministro, eccellente persona, NON eccellente leader politico – che ci ha fatto arrivare dove siamo arrivati. Serve altro oggi alla guida politica del M5S. Lo ripeto.

Questo non cancella affatto le eccellenti cose che ha fatto e sta facendo il M5S (reddito di cittadinanza, decreto dignità, salario minimo, spazzacorrotti, riforma prescrizione … ). Stiamo parlando del M5S, l’unica speranza vera di rinnovamento della politica italiana che ha spostato l’asse politico italiano verso le fasce deboli della popolazione. Questi sono errori che si possono e si devono correggere.