STAGIONALI A GABICCE. MA DAVVERO PENSATE CHE SIA COLPA SOLO DEL REDDITO DI CITTADINANZA?

DI CHARLOTTE MATTEINI

Vedo che sta girando tantissimo un articolo del Sole24Ore: “A Gabicce niente stagionali: tutta colpa del reddito di cittadinanza”. Il solito copione già visto, questa volta però, al posto di dare la colpa ai giovani scansafatiche che non hanno voglia di fare nulla, a finire sul banco degli imputati è il reddito di cittadinanza (percepito comunque dai giovani scansafatiche, ça va sans dire).

Dunque, posto che si potrebbe discutere ore e ore su come è stata realizzata questa misura, se porterà i benefici prefissati e su un sacco di altri elementi, a me sovviene la solita domanda, con tanto di premessa: accadde la stessa identica cosa anche l’anno scorso a Rimini e dintorni, per esempio, con decine di albergatori e associazioni di categoria che scrivevano disperati ai giornali per segnalare la carenza di personale disposto a lavorare in stagione e l’anno scorso il reddito di cittadinanza non esisteva ancora.

A parte ciò, io mi domando, visto che nel pezzo del Sole 24 Ore non se ne fa menzione: quali condizioni propongono questi albergatori? Perché a me da mesi arrivano segnalazioni proprio sui lavori stagionali proposti in località turistiche dell’Emilia Romagna, ma non solo, dove decine e decine e decine di lavoratori, giovani e meno giovani, mi raccontano di condizioni da sfruttamento mai viste, di stipendi da fame per 12-14 ore al giorno pretese di cui solo una minima parte viene retribuita in busta paga (e spesso la differenza non viene nemmeno erogata in nero). Testimonianze che parlano di offerte con vitto e alloggio dove il vitto è ridotto a una manciata di pasta tutti i giorni, senza praticamente mai variare, e l’alloggio prevede una sistemazione in stanze fatiscenti e sporche dove le persone vengono ammassate oltre capienza.

Allora, davvero, ma di che cosa stiamo parlando? Ma davvero pensate sia colpa solo del reddito di cittadinanza? Siete seri?