TABACCAIO DI IVREA: PROVA GENERALE DELLA LEGITTIMA DIFESA

DI GIOVANNI FALCONE
L’episodio di cronaca registrato ad Ivrea, quando tre incappucciati assaltano una tabaccheria, sembra essere uno dei primi test della nuova legge sulla legittima difesa.
In questo caso infatti, il titolare, abitante al primo piano sopra la tabaccheria, Marcellino Iachi Bovin, 67 anni, alla vista dei malviventi armati con il piede di porco, avrebbe reagito sparando ben sette colpi di pistola uccidendo uno dei ladri di 24 anni, mentre i due complici sono riusciti a fuggire.
La locale autorità giudiziaria, di fronte ad un fatto di sangue, come atto dovuto come abitualmente si dice in questi casi, ha iscritto nel registro degli indagati l’anziano tabaccaio con l’accusa di “eccesso colposo di legittima difesa” ex articolo 55 del codice penale.
Perché atto dovuto?
Perché l’azione penale è obbligatoria, stante il dettato costituzionale di cui all’art.112 della Carta che testualmente recita: <<Il Pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale>>.
Se così è, come sembra, cosa è cambiato con l’avvento della recente legge n.36/2019 sulla legittima difesa?
Applicazione pratica
L’applicazione pratica della esimente di cui al nuovo articolo 52 della legittima difesa, rimane in ogni caso subordinato all’accertamento dei fatti di causa ovvero alla dinamica dei fatto che hanno provocato l’evento che ha determinato il fatto di sangue.
Adesso, con l’autopsia del corpo della vittima, gli esami della polizia scientifica circa l’esatta dinamica, direzione dei proiettili e quant’altro serviranno a scagionare definitivamente ogni sorta di responsabilità in capo al tabaccaio che con la sua condotta ha ucciso il rapinatore.
Il primo problema sono i tempi che, normalmente, in situazioni analoghe già vissute non sono brevi. Il che espone evidentemente l’accaduto a commenti di ogni genere sulla stampa urlata e scritta con grave nocumento dello sventurato oggi inquisito per omicidio colposo che ha avuto il solo torto di difendersi da un assalto da parte di sconosciuti a volto coperto.
Forse bisogna introdurre qualche modifica sul concetto costituzionale riguardante la obbligatorietà dell’azione penale, attraverso la introduzione di criteri diversi dalle ragioni che ispirarono i Padri Costituenti reduci dalla esperienza fascista.
Intanto il Procuratore della Repubblica di Ivrea, Giuseppe Ferrando ha detto che si potrebbero applicare le nuove norme sulla legittima difesa posto che vi è stata un’aggressione, un furto in un’attività commerciale. La persona è intervenuta armata, ora dobbiamo capire come si siano svolte le cose.
Ecco, nel frattempo che gli inquirenti comprendano al meglio l’accaduto, possiamo cominciare a chiederci se sette colpi di pistola non siano stati un po’ troppi per respingere l’assalto.