CALCIO OFFENSIVO, GIOVANI, LA NAZIONALE DI MANCINI PIACE E VINCE

Di VANNI PUZZOLO

 

Gli Azzurri stanno ricreando entusiasmo tra i tifosi, la cura del nuovo ct funziona. Con la Bosnia è un match ball per Euro 2020.

Difesa solida, calcio offensivo e giovani: la Nazionale di Mancini piace e vince
Un’Italia così negli ultimi anni non l’avevamo proprio mai vista.
Ad Atene la Nazionale di Mancini ha imposto il gioco ai padroni di casa della Grecia, aggredendo l’avversario dal primo minuto e costruendo la vittoria già nel primo tempo con un atteggiamento spavaldo e offensivo fin dalle prime battute.
“La partita si è sviluppata in questo modo perché lo abbiamo voluto noi” ha tenuto a sottolineare il ct dopo lo 0-3 in terra ellenica, e in effetti l’impressione è proprio stata quella di una squadra in completo controllo delle operazioni già dall’inno cantato a squarciagola.

Una Nazionale offensiva, ma solida.
Lo dicono i numeri e quelli nel calcio raramente mentono.
La fase offensiva, dopo il rodaggio in Nations League sotto le prime lezioni del metodo Mancini, è efficace; quella difensiva è tornata ad essere un vanto per il nostro calcio, e se la difesa fa il suo dovere e l’attacco segna, beh il resto vien da sé.
Il capolavoro del ct fino a questo momento, e in attesa di test sempre più importanti, riguarda la mentalità vincente.

L’Italia propone calcio, va a prendersi il risultato e si crea le occasioni per portarsi a casa la vittoria, tenendo il pallone e cercando di riconquistarlo il prima possibile una volta perso il possesso.
Una rivoluzione copernicana per la nostra storia calcistica.

Ma torniamo ai numeri.

Il lavoro di squadra di aggressione immediata e difesa alta ha ridotto al minimo i rischi per i vari portieri che si sono succeduti fino a questo momento, da Donnarumma a Sirigu.

Il pallone è quasi sempre tra i piedi degli Azzurri, circa il 70% di possesso palla, con il palleggio tecnico di Jorginho, Verratti e gli esterni d’attacco che da stucchevole, come nelle prime prove del nuovo metodo, si è trasformato in efficace e meno prevedibile con improvvise verticalizzazioni a soprendere la difesa avversaria.

Come si dice nel calcio, tenere la palla riduce la possibilità di incassare gol, e infatti, non senza qualche grande parata, l’Italia non incassa reti da sei partite consecutive tra Nations League, amichevoli e qualificazioni a Euro 2020, cosa rara visto che nella storia solamente in due occasioni gli Azzurri hanno mantenuto la porta inviolata più a lungo (10 nel 1990, 12 nel 1974).

Inoltre la prolificità in attacco si è impennata con 11 gol segnati nelle tre partite di qualificazione, tanti quanti nelle precedenti 15 sfide amichevoli comprese.

Insomma, l’obiettivo di Mancini sul campo è quello di tornare a Euro 2020 con uno sguardo al Mondiale 2022.

Per la competizione continentale itinerante il pass è a pochi centimetri e una vittoria contro la Bosnia a Torino potrebbe essere già un primo match ball visto che si qualificano le prime due di ogni girone.

Fuori dal campo, invece, il ct aveva l’onere di ricreare entusiasmo intorno alla Nazionale, con i giovani e il bel gioco, soprattutto con un taglio netto rispetto al recente fallimentare passato.
Su quello, almeno per il momento, la missione è già compiuta