CIAO NELLO GOVERNATO, È STATO BELLO

DI ROBERTO BECCANTINI

 

Avrebbe compiuto 81 anni il 14 settembre. Nello Governato è un altro della cordata che si stacca. Nato a Torino, cresciuto nel vivaio del Toro, mezzala di governo più che di lotta, elegante, geometrico. Como, tantissima Lazio, una toccata e fuga all’Inter, una parentesi a Vicenza, ancora Lazio, prima di chiudere a Savona.
Ce ne sono stati quattro, di Governato. Il calciatore (già riassunto), il dirigente (Lazio, Bologna, Juventus, tra Giampiero Boniperti e Luca di Montezemolo), Fiorentina, ancora Lazio, soprattutto Lazio), il giornalista (nella redazione romana di «Tuttosport»), lo scrittore («Un caso da gol-romanzo verità», con Gian Paolo Ormezzano, «Gioco sporco», «La partita dell’addio», libro dedicato alla vita avventurosa e alla fine tragica del grande Matthias Sindelar detto «Cartavelina», «Il sindaco pescatore» con Dario Vassallo).
Sapeva di calcio perché non sapeva solo di calcio. Aveva sciacquato i «panni» sabaudi nella cantilena romanesca, uno slang che lo aiutava a essere se stesso sempre e comunque: sia con i santi (pochi), sia con i diavoli (tanti).
Segnava poco, pensava molto. Lo stile di scrittura era raffinato, come la postura in campo.
Ciao Nello, è stato bello.