MARESCOTTI:”NOI 5S TORNEREMO A CIÒ CHE SIAMO. IO VOGLIO FERMARE I FASCISTI”

DI MATTEO PUCCIARELLI

MILANO – “C’è poco da fare adesso, bisogna andare a votare”, dice Ivano Marescotti. L’attore – una storia di sinistra alle spalle, si candidò anche con la lista Tsipras ma l’anno scorsò votò 5 Stelle salvo poi pentirsene – è convinto che la priorità ora sia fermare l’asse Lega-Fratelli d’Italia.

Il M5S è fuori in quasi tutti i ballottaggi, cosa faranno i loro elettori secondo lei?
“Quando i 5 Stelle dicono di non essere né di destra e né di sinistra non dicono il vero: sono un po’ di destra e un po’ di sinistra. Quelli di destra ora votano Lega e affini. Gli altri…”.

Gli altri cosa fanno?
“Eh, non hanno una vera sponda politica. Io ero stomacato alle Europee ma piuttosto che non andare a votare ho scelto “La Sinistra”. Senza speranze di alcun genere, eh”.

Ma ai ballottaggi invece?
“Guardi, vengo da Forlì, parlavo con un po’ di amici: contro i fascisti, e sono tali perché parecchi sono pure dichiarati, non ci si tira indietro. Anche perché sul piano locale si conoscono bene le persone. Per questo bisogna votare chi li combatte, cioè l’altra parte”.

A parte il voto di “resistenza”, al Pd non dà proprio chance?
“Il Partito democratico è comandato da Lotti e compagnia, qual è l’innovazione portata da Zingaretti? Renzi ha ancora l’80 per cento dei deputati”.

Comunque tornando al M5S, governano con la Lega: possibile che i loro sostenitori vadano a votare per il centrosinistra ai ballottaggi, come spera lei?
“Io non sono un Cinque stelle, non li conosco e non li frequento. Ebbi a che fare con alcuni di loro nella battaglia per il no al referendum costituzionale e mi sembrarono persone per bene. Li votai, solo per cambiare il governo che c’era. Poi se fanno l’esecutivo con la Lega e oltretutto invece di arginarla l’hanno portata al doppio dei consensi… Ma a loro rivolgo comunque l’appello per il voto contro le destre”.

Senta ma la sinistra che lei tornerebbe convintamente a sostenere quale è?
“Da quando non c’è più il Pci siamo qui che ce lo domandiamo. Il presupposto è stare dalla parte dei più deboli, ma non basta. Il punto è avere in mente un modello alternativo al sistema capitalismo, e non starci dentro. Qualcuno dovrà rifondarla questa idea, anche se non basta chiamarsi “rifondazione” per farlo davvero”.

https://www.repubblica.it/politica/2019/06/09/news/marescotti_intervista_m5s-228299553/