MIGRANTI: 38 SU UN BARCHINO RIMORCHIATI A LAMPEDUSA DALLA GUARDIA COSTIERA

DI MARINA POMANTE

Trentotto migranti sono arrivati a Lampedusa su una piccola barca di legno, trainati da un’imbarcazione più grande. Ormai Lampedusa è diventata l’approdo principale per questi poveri disperati. Questa volta però la piccola imbarcazione arriva direttamente dalla Libia: a bordo ci sono 20 uomini, 17 donne e una bambina. Alcuni di loro sono disidratati per la lunga permanenza in mare.
Vengono dalla Costa d’Avorio, dalla Guinea e dalla Tunisia.

La piccola barca è riuscita ad arrivare in acque italiane, a poche miglia dall’isola, ed è stata intercettata da un gommone della Guardia costiera di Lampedusa e anche questa volta, non ha potuto fare altro che prendere a bordo i migranti e portarli a terra trainandoli verso il porto.

Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello ha sempre affermato che il porto dell’isola è aperto e tranquillamente i migranti continuano ad arrivare. Con l’arrivo dell’estate la concentrazione di piccoli sbarchi autonomi, è destinata ad aumentare.

Anche sulle coste della Calabria si assiste quotidianamente agli sbarchi. Ormai gli scafisti ucraini riescono a portare in Italia almeno una barca a “vela” a settimana. Come per Lampedusa, ad intercettare questi velieri di fortuna con a bordo i migranti, sono state le motovedette italiane, che hanno eseguito la procedura di approdo. Le ultime sono state proprio le due unità navali della Guardia di finanza, una del Roan di Vibo Valentia e una del Gruppo Aeronavale di Taranto, che sono intervenute al largo di Isola Capo Rizzuto, per soccorrere un monoalbero di una quindicina di metri, con a bordo un gruppo di 53 migranti di nazionalità pakistana, tra cui dieci minori.
I due scafisti dell’imbarcazione di nazionalità ucraina sono stati arrestati.

Tutti i viaggi che sono riusciti ad arrivare in l’Italia nel 2019, hanno due rotte: quella dalla Tunisia su Lampedusa, che detiene il primato di sbarchi, i tunisini sono 398 su 1878.
Mentre la seconda rotta è quella dalla Turchia verso la Calabria sulla quale viaggiano soprattutto pakistani, che si piazzano al secondo posto tra le nazionalità d’arrivo con 306 migranti.
È da tre settimane che nel Mediterraneo non c’è nessuna nave umanitaria. Oggi è salpata la Sea Watch dal porto di Licata per tornare nelle acque della Sar libica.