SAVIANO A BOLOGNA: “APRITE GLI OCCHI, CI RIEMPIONO DI ODIO E PAURE”

DI LUCA SOLDI

 

 

Roberto Saviano non è mai stato docile con i potenti, come non lo è mai stato contro le mafie.
Sarà per questo che non lo amano nè gli uni né gli altri.
Decisamente coraggioso, bravo nello scrivere lo è anche nel parlare, nel raccontare quello che altri non hanno nè la capacità nè la forza di dire.
Lo ha fatto di nuovo ieri a Bologna, in occasione delle iniziative de La Repubblica che coinvolgono con grande partecipazione la città.
Palcoscenico una piazza Maggiore gremita al massimo.
Lo ha fatto andando contro quanti temono che il parlare di certe cose sia controproducente.
Una tesi del tutto smontabile visto il punto a cui siamo arrivati e non certo solo per colpa dell’ultimo anno.
Ed ecco che anche in questa occasione Saviano ha mirato alto sconfiggendo le consuetudini e le indifferenze che oggi si vogliono prevalenti:
“Tutti i mafiosi e i boss oggi dicono che la mafia è una merda. Riina non l’avrebbe fatto, erano altri tempi, ma ora è diverso, ora i boss moderni dicono che mafia è un’invenzione dei giornalisti. E per smontare questo trucco devi avere strumenti, leggere tanto, serve tempo. E allora la balla della mafia dei migranti, che portano droga, ma non c’è un solo soffio d’erba dei migranti che non sia gestito dai camorristi italiani”.
Ci va giù duro, non tanto contro Salvini ma piuttosto verso le nostre ingenuità:
“Ci stanno dicendo che muoiono meno migranti in mare, non è vero, quello che succede è che stanno eliminando i testimoni, le Ong sono testimoni. Le fotografie, testimonianze. “Devono usare questo spazio, ogni spazio per diffondere informazioni. Succede questo. I migranti arrivano in Libia da ogni tipo di luogo. Pagano ricattati, partono, finché la guardia costiera libica li prende, non li rimanda a casa, ma li sequestra e li porta nei centri di detenzione. Così, una volta lì, i migranti devono pagare di nuovo. Il telefono è l’unica cosa che ti salva. E questo sarebbe il porto sicuro?”

Saviano è un fiume di indignazione in piena , “tutto quello che succede, tutte le balle che raccontano sono solo bugie” dice conciso. Solo menzogne. “Ora le Ong sono criminalizzate, chi aiuta è percepito come complice, ma è propaganda. E non è più pensabile interloquire con un pezzo di mondo che continua a mentire. Ora si può mostrare, si deve incidere”.
Non ci è più consentito avere paura, restare indifferenti, lasciar perdere. E’ tempo di aprire gli occhi.