BALLOTTAGGI: SALVINI SI PRENDE FERRARA E FORLI’. MA LE CITTA’ PIU’ IMPORTANTI VANNO AL CENTRO SINISTRA

DI LUCIO GIORDANO

Come al solito il racconta favole parla di risultato straordinario. Nella realtà, invece,  i ballottaggi di ieri vedono sì  la vittoria di Salvini a Ferrara e Forlì, due roccaforti di centro sinistra per anni, addirittura sessantanove per Ferrara. Per il resto, però,  il risultato straordinario tanto  decantato ore fa dal segretario della Lega,  non c’è stato, non si è visto. D’ accordo: la piccola Vercelli è passata alla destra, Ascoli si conferma di destrissima, ma lo sfondamento  atteso si è rivelato una chimera. Tanto più che nella sua campagna elettorale permanente che lo porta a bucare puntualmente i vertici europei dei suoi pari grado, Salvini ha profuso energie a non finire, mettendo da parte i problemi veri ed enormi del suo dicastero. Il tutto  per un voto in più. Un impegno di felpe e camice sudate cambiate al volo, che avrebbe dovuto portare ad un trionfo a mani basse. Invece, niente. Un pareggio. A  voler essere ottimisti, più di quello Salvini non può rivendicare.

Di straordinario semmai c’è la bassa affluenza ai ballottaggi, segno che gli elettori hanno messo in ghiacciaia il proprio voto e hanno preferito andare al mare. E di questo dato bisognerà presto  fare a tutti i costi un’analisi approfondita, perchè se il diritto- dovere di esprimersi  in  una cabina elettorale  è sentito solo da un italiano su due, vuol dire che il berlusconismo,il renzismo , il salvinismo e  il dimaismo hanno provocato effetti nefasti : la gente è disgustata da leaderini che strepitano e vivono di propaganda. Non ne può più di chi urla più forte, insulta e dileggia. E, soprattutto, non crede alle favole di policanti di serie b.  Così, sbagliando, si astiene.

Dunque, giusto ripeterlo,  se Salvini crede di aver stravinto anche in questa tornata elettorale, rimarrà deluso.  Analizzando attentamente il voto, un centro sinistra appena appena  convalescente si riprende infatti  Livorno dopo cinque anni di Nogarin, tiene Prato dove è stata  campagna elettorale vera, senza esclusione di colpi e con la super presenza di Salvini. E mentre i 5 stelle vincono a Campobasso,  Il centro sinistra  conferma anche   Cesena, Reggio Emilia, molta romagna, Cremona. Conquista Avellino e soprattutto porta a casa Rovigo. Ecco, che la destra estrema abbia perso una delle città della provincia veneta a trazione leghista, la dice lunga sul fatto che niente è per sempre. Figurarsi in politica.

Segno, insomma, che l’onda lunga dell’estremismo salviniano forse  si sta  già  arrestando, dopo la recente  stagione di ubriacature elettorali. Torna indietro come la risacca. In fondo, Salvini all’opera come capo di governo, seppur non ufficiale, stà già mostrando le prime crepe,  i primi segnali di disaffezione da parte del popolo italiano.. E, se tanto mi  dà tanto,  c’è da chiedersi se  Salvini governasse da solo in combutta con la Meloni anche solo per un anno,  quale terremoto di consensi  si troverebbero a vivere .

Insomma, per le forze progressiste e per il mondo cattolico e del volontariato non è ancora il momento di festeggiare la vittoria, Salvini continuerà a cantare la sua messa blasfema con il rosario in mano ancora per diverso tempo . Però  è come se, poco a poco, le persone  avessero  iniziato a dare segni di risveglio. In effetti il pifferaio magico di Pontida ha ipnotizzato a lungo molti italiani e la cosa sembrava ai più semplicemente incredibile. . Certo, il segretario della Lega potrà continuare a raccontare le sue favole, da piazzista della politica, ancorà per un poco. Ma, come diceva Abraham Lincoln, ‘Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre’.