DA CHE PARTE STARE

DI MARIO PIAZZA

 

Di Roberto Saviano non mi piacciono nè la scrittura un po’ “accroccata” nè l’arte oratoria a cavallo tra la pomposità di un vescovo e le famose pause di Celentano.

Però mi piacciono molte delle cose che dice e scrive, e la sua frase di ieri a Bologna in Piazza Maggiore sarei pronto a sottoscriverla col sangue:

“Non possiamo più chiudere gli occhi, è l’ora di scegliere da che parte stare”

Si, e le parti sono soltanto due. Tutto il resto è esercizio dialettico, distinzione autoreferenziale, sotterfugio giustificatorio, irresponsabile civetterìa.

Da una parte c’è l’Italia che prova ad essere democratica, onesta e che cerca soluzioni di lungo respiro ai mali che ci affliggono, che cerca di non lasciare indietro nessuno e che crede che il lavoro, la salute e la sicurezza siano valori da garantire a tutti, da Bolzano a Trapani indipendentemente dal colore della pelle.

Dall’altra parte c’è un partito illiberale e repressivo che ha sequestrato il governo del Paese raccontando fandonie e che usa il proprio potere per garantire a se stesso la sopravvivenza, l’immunità, le poltrone e i guadagni, e lo fa sulla pelle di tutti compresi i suoi inconsapevoli sostenitori.

E il primo a scegliere da che parte stare dovrebbe essere proprio quel Movimento Cinque Stelle a sua volta sequestrato da Di Maio o da chi tira i suoi fili, lontano ormai anni luce da quell’impeto scomposto ma fondamentalmente sano che lo ha fatto nascere e diventare grande.

Io lo so da che parte stare, e se oggi lo faccio scribacchiando qua e là le mie opinioni mi sento pronto per ben altro a cominciare da domani mattina.