IN TOSCANA IL CENTROSINISTRA VINCE: A PRATO E LIVORNO SALVINI IN GINOCCHIO

DI LUCA SOLDI

 

 

Matteo Biffoni è stato riconfermato a Prato, mentre Luca Salvetti sarà sindaco di Livorno: e così il centrosinistra vince i ballottaggi nelle due città capoluogo in Toscana.
A Piombino invece, la città della grande acciaieria , la città operaia e disillusa arriva per la prima volta il centrodestra.
Dunque il centrosinistra riconquista Livorno dopo cinque anni di governo della giunta pentastellata di Filippo Nogarin.
Un nuovo smacco per il M5S che perde quella che era la sua prima grande roccaforte.
La città labronica non ha saputo trovare un sostituto a Nogarin che ha perso lo slancio iniziale che ha perso ogni gradimento.
Qui diventa sindaco il giornalista di Telegranducato Luca Salvetti che anche con l’appoggio del Pd conquista il 63,6% dei voti contro il 36,4 di Andrea Romiti del centrodestra.
Ma era a Prato che si giocava la partita più importante.
Era nella seconda città della Toscana che lo scontro si era fatto durissimo.
E la destra con il suo leader indiscusso, con il ministro degli Interni, con Matteo Salvini si era impegnata al massimo.
Senza esclusioni di colpi.
Il candidato imposto alla città dagli organi nazionali, Daniele Spada, non ha però tenuto al confronto con Matteo Biffoni che era retto dalla sua lista civica, dal Pd ed altre formazioni politiche.
Si era giocato sulle paure e sulle divisioni senza proporre un programma che fosse comprensibile.
Parti importanti della destra cittadina erano state ridicolizzate mentre altre avevano cercato di emergere salendo sul carro di un Salvini che aveva fatto di questa battaglia un punto cruciale della sua battaglia elettorale nella tornata dei ballottaggi.
Il clima di scontro era stato alimentato anche dalla presenza di Salvini che per ben due volte era arrivato con tutta la sua forza di fuoco a Prato.
La città però ha respinto la pochezza del candidato delle destre che si erano riunite nel ballottaggio dopo che a lungo era parso evidente come la sua figura non fosse affatto di livello.
Il risultato emerso è che il tentativo di mettere la bandiera della Lega nel palazzo comunale è fallito generando ulteriori dissapori nella confusionaria coalizione di destra.
Adesso Prato può, deve tornare a lavorare per portare avanti quella costruzione di una città che chiede di esser laboratorio di interazione fra volti e colori.
Una città che ha evidenziato la richiesta di procedere a ritmi spediti per quelle grandi opere che merita, per il sottopasso del Soccorso, per il grande parco cittadino dell’area dell’ex ospedale.
Ma anche ai temi del lavoro, delle valorizzazioni delle specificità e di quel nuovo ospedale che deve finalmente trovare la sua dimensione definitiva.
Al tempo stesso una città che si impegni ancora di più per la sicurezza ed i diritti dei suoi cittadini
Nella contrarietà verso un’opera inutile, costosa e dannosa come il nuovo aereoporto di Firenze.
Una città che da oggi si offre come simbolo di rinascita di una sinistra che sembrava dissolta in mille rivoli.