AMA IL PROSSIMO TUO. IL CAPITANO IRRIDE MENTRE I SUOI PICCHIANO

DI VANNI CAPOCCIA

Il leghista Fontana rileggendo a suo uso e consumo l’insegnamento cattolico aveva detto che “il prossimo tuo” va inteso come i più vicini che hai e i più simili a te e non come il più bisognoso vicino a te, il prossimo che incontrerai per la tua strada o l’umanità intera.

E ad un comizio di Salvini è successo che i leghisti hanno spiegato materialmente cosa intendono per prossimo tuo, prendendo a spinte e schiaffi un giovane di 25 anni che esponeva una sciarpa con scritto, appunto, “ama il prossimo tuo”.

Mentre succedeva Salvini dal palco per rinforzare il concetto non ha trovato di meglio che irridere e sbeffeggiare quel giovane cattolico definendolo comunista: “Lasciatelo da solo, poverino, dai. Un applauso a un comunista, perché se non c’è un comunista ai giardinetti non ci divertiamo”.

Così il comandamento dell’amore, l’insegnamento fondamentale che Gesù ha lasciato non solo ai credenti ma a tutti gli esseri umani, chiedendo loro di aprire il cuore agli altri amando Dio con tutto se stessi e il prossimo come se stessi è diventato per i leghisti la giustificazione per picchiare chi non è uguale a loro, per il loro capo quello di irriderlo da un palco mentre i suoi lo picchiano.