COMUNALI. A CAPACCIO-PAESTUM VINCE ALFIERI

DI GABRIELE BOJANO

VOLLI, SEMPRE VOLLI, FORTISSIMAMENTE VOLLI Il dato più eclatante del turno di ballottaggio delle amministrative in provincia di Salerno non è il ritorno alla guida del comune di Pagani del riabilitato Alberico Gambino e neppure la riconferma a Baronissi di Gianfranco Valiante e a Sarno di Giuseppe Canfora. Siamo tutti basiti di fronte al l’affermazione di Franco Alfieri a sindaco di Capaccio-Paestum. Mettendo da parte certe problematiche di natura giudiziaria di cui il neo primo cittadino dovrà dar conto prima o poi, sorprende il fatto che Alfieri abbia conquistato la fascia tricolore della città dei Templi dopo essere stato sindaco in periodi diversi di Torchiara dove è nato e di Agropoli, dove ha fatto politica. Un bel primato, non c’è che dire, che legittima il sospetto che sia nata una nuova professione, quella di sindaco. Che da’ potere, visibilità e qualche spicciolo in tasca, senza passare per i concorsi pubblici, che di questi tempi fa sempre comodo. Attaccamento radicale al territorio? Salde origini locali? Condivisione di affetti? Conoscenza dei problemi della comunità ? Tutte balle, Alfieri ha dimostrato che basta solo una buona macchina elettorale, ben oleata nei meccanismi del consenso popolare, e ti puoi candidare e vincere dovunque, da Cogne a Canicattì. In questo ha superato persino il suo maestro, Vincenzo De Luca, che da sindaco non ha mai osato tanto: si è sempre e solo dedicato a Salerno, la città che lo ha adottato quando lascio’ Ruvo del Monte. Finora … hai visto mai che sull’onda del successo di Alfieri non si candidi anche lui per fare il sindaco di un’altra città ? E se fosse Napoli?

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