POTENZA. MEMBRI DELLA LEGA FESTEGGIANO IL LORO SINDACO CON IL SALUTO FASCISTA

DI MARINA NERI

Primo sindaco leghista di una città del sud. Potenza al ballottaggio premia con il 50,31 per cento dei suffragi dei votanti il candidato del centro destra a trazione leghista.

Una manciata di voti, circa duecento, gli hanno consentito di battere il candidato Tramutoli sostenuto da un insieme di liste civiche.

La presa del Sud prosegue da parte della Lega che fagocita i consensi di chi vota, sebbene una fetta consistente di elettorato, non sentendosi più rappresentato, sceglie di non votare.

Il trentacinquenne Mario Guarente, leghista, è il nuovo sindaco. Il sindaco di ” prima gli Ultimi” come ha amato sostenere durante l’accesa campagna elettorale.

Dimentico, lui e il suo elettorato, di un passato in cui appellava in maniera colorita e denigratoria il Capitano e i suoi supporters.

Svaniti i concetti e i sentimenti antilega, dimenticata ogni animosità, oggi proprio del Carroccio è il candidato vincente.

La vittoria, come ogni primo posto che si rispetti, ha dato il via ai festeggiamenti.

Presso la sede del Comitato elettorale della Lega si è esultato alla conquista della fascia tricolore di Guarente.

Ed è stato proprio nel pieno del tripudio e della gioia, che un sostenitore, preda dell’euforico momento, avrebbe con entusiasmo e trasporto, esultato facendo il saluto romano.

Evento ripreso in una foto che avrebbe fatto il giro del web suscitando reazioni di sdegno. Pare che lo stesso autore del gesto abbia detto:- “Ingrandisci e chiarisci la foto io non metto sotto i piedi i miei ideali! Fiero di avere sempre il braccio destro in Alto-(cfr. Repubblica)

Una chiara, esplicita dichiarazione di intenti e di fede espressa in pubblico.

L’episodio ripreso dalla immagine sembrerebbe sottolineare orgogliosamente, infatti, il credo fascista.

Inneggiare al fascismo, però, è vietato dalla legge Scelba e dalla legge Mancino perché rievoca una ideologia basata su “valori politici di discriminazione razziale e intolleranza“, come più volte rimarcato dalla Suprema Corte. Il saluto romano in base all’ultima sentenza del maggio scorso della Cassazione ” è una espressione gestuale pregiudizievole dell’ordinamento democratico e dei valori che vi sono sottesi questo saluto è usuale di organizzazioni o gruppi inequivocabilmente diretti a favorire la diffusione di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico“.( cfr. Cass.sent n. 21400 / 19)

Quest’ultima sentenza ribalta l’orientamento precedente che aveva minimizzato la portata del saluto romano ritenendolo non reato se il suo interno era solo commemorativo e non violento. Le precedenti pronunce ritenevano che il saluto a braccio destro teso ,avrebbe potuto essere semplicemente considerato una ” libera manifestazione del pensiero e non un attentato concreto alla tenuta dell ordine democratico”

I fatti stanno dimostrando, invece, che se il fenomeno emulativo non trova argini giudiziari di condanna senza se e senza ma del reato di apologia di fascismo, sgusceranno fascisti fuori dalle tane in cui la Storia li aveva relegati.