CORRUZIONE. L’ARRESTO DEL CONSULENTE FRANCESCO ARATA E DI SUO FIGLIO

DI CLAUDIA SABA

Arrestato, a due mesi dall’avviso di garanzia, Francesco Paolo Arata, consulente per l’Energia del ministro Matteo Salvini.

I reati contestati dalla procura di Palermo e dalla Dia di Trapani sarebbero:

“Intestazione fittizia, con l’aggravante di mafia, corruzione e autoriciclaggio”.

Arrestato anche il figlio di Arata, Francesco.

Il dirigente Alberto Tinnirello, che fu in servizio all’assessorato regionale all’Energia, è finito invece ai domiciliari.

Secondo i magistrati della Dda di Palermo, padre e figlio sarebbero soci occulti dell’imprenditore trapanese dell’eolico Vito Nicastri, ritenuto dagli inquirenti vicino al boss Matteo Messina Denaro.

L’imprenditore dell’eolico era in cella dall’aprile scorso perché avrebbe continuato a fare affari illegali anche ai domiciliari.

Le intercettazioni a Francesco Paolo Arata portarono uno scenario di affari e complicità.

In un dialogo tra Arata e il figlio di Nicastri, Arata riferiva di aver dato al padre 300mila euro nel 2015.

La procura di Roma, intanto, prosegue con un altro filone dell’inchiesta in cui Arata e l’ex sottosegretario leghista Armando Siri sono indagati per una mazzetta da 30 mila euro.

Sarebbe questo il prezzo pagato per un emendamento che avrebbe dovuto favorire altri finanziamenti all’eolico di Vito Nicastri.