COSA INTENDE PRODI PER RIFORMISMO?

DI MICHELE PIZZOLATO

Prodi, l’altro giorno, rilanciava il suo solito appello al solito Ulivo, coalizione riformista, l’ultimo nome. Ovviamente c’è un pericolo imminente, uno sfascio totale dei conti pubblici, ma di questo sfascio non si è sentito tuonare Prodi quando i poveri in Italia sotto governo Renzi toccavano i 5 milioni e passa.

CoalIzione riformista quindi… vediamola? Il PD quello che di Zingaretti non dice nulla sui politici coinvolti nelle vicende CSM? Chi sono, Prodi, i riformisti? Lotti ad esempio è un riformista? De Luca, quello che “Bindi? Ha detto una cosa infame, da ammazzare”, è un riformista? Renzi quello per cui i poveri sono fannulloni che stanno sul divano a godersi il reddito di cittadinanza, quello del Jobs Act, dei licenziamenti facili, di una riforma autoritaria della costituzione contro ANPI, Renzi sarebbe riformista? E gli altri della coalizione riformista? Calenda sarebbe ritormista? Quello che anche il leghista dell’alta valle brembana ha più sensibilità sociale? I radicali? Sarebbero loro i riformisti? Quelli solo mercato e allo stato l’unica funzione di trovare soldi per radio radicale? Questo è il riformismo che intende Prodi? E veniamo a Bersani e ai cespugli. Sono loro riformisti? Quelli che si sono votati tutto il renzismo e quando hanno capito che non sarebbero stati candidati si sono fatti il loro partito che ha preso pochissimi voti? Questi sono riformisti Prodi?

Se facessimo questa domanda a Prodi sappiamo già come risponderebbe. “Non certo solo questi! C’è tutto l’associazionismo, il civismo caro a Pisapia… tutte frasi trite e ritrite che hanno un solo significato: tirare fuori due facce pulite da mettere in lista come biglietto da visita e più o non eleggere o non fargli contare nulla.

E qui vengono due dubbi.
Cosa intende Prodi per riformismo? E poi ma questa coalizione non raggiunge affatto percentuali da mettere in crisi sto governo. E allora viene il dubbio vero, non detto. O è tutto qui, e allora altro non è che un cambio di nome al PD, o l’idea è di coinvolgere Berlusconi e la sua area. Certamente quella più omogenea all’idea di riformismo prodiana: un partito di destra economica, europeista, prono ad ogni richiesta di austerità drammatica.