IN FRANCIA LA PRIMA VITTIMA DEI MONOPATTINI ELETTRICI

DI ANNA LISA MINUTILLO

Un giovane parigino non dà la precedenza ad un camion e vi si schianta contro con il suo monopattino. Perde così la vita a soli 25 anni. L’impatto è stato devastante: è stato subito soccorso e portato in ospedale, ma i traumi riportati erano troppo gravi ed è morto poco dopo .   L’autista del camion non è risultato positivo all’alcol test né al test per la droga. Uno choc  per il conducente del camion, fermato per omicidio involontario.  E’  accaduto nella zona di Montmartre a Parigi. Si registra  la prima vittima sul monopattino e mentre la polizia si riserva di ascoltare l’autista del camion si riaprono le polemiche circa l’utilizzo di questo mezzo che seppur leggero ed in grado di regalare a chi lo utilizza la sensazione di libertà, può, diventare pericoloso. Vengono chiamati  le “trottinette”,  e sono diventati invadenti al punto di mettere il Comune di Parigi nella condizione di varare una direttiva per arginarne l’uso. 
In città come Parigi, si parla di circa 20.000 veicoli tra monopattini elettrici, biciclette a pedalata assistita, hoverboard e monocicli (queste ultime due categorie in proporzione decisamente inferiore), al momento liberi di circolare in modo quasi “selvaggio” tanto su strada quanto sui marciapiedi Una  questione che a livello nazionale in Francia sembra essere più spinosa: lo scorso 7 giugno, infatti, l’Assemblea nazionale ha votato contro l’obbligo di indossare il casco sulle bici a pedalata assistita e i monopattini elettrici. Elisabeth Borne, Ministro dei trasporti, ha chiesto il rigetto di una serie di emendamenti proposti per includere questo obbligo nel progetto di legge sulla mobilità da varare entro fine anno. Forse indossare un caschetto non avrebbe potuto evitare le tragiche conseguenze dell’incidente accaduto ieri, ma avrebbe potuto lasciare qualche speranza per un epilogo differente.
Sono soprattutto i ragazzi ad usare in modo sconsiderato   i monopattini spingendoli a velocità sostenute senza rispettare il codice della strada ed arrecando problemi ai passanti che riempiono i marciapiedi. I malcapitati se li ritrovano sfreccianti  fare slalom tra i loro corpi o impavidi nell’attraversare incroci e strade senza minimamente preoccuparsi di rispettare segnaletiche e semafori. Il Parlamento ha  però bocciato la proposta di imporre l’uso del casco a chi usa il monopattino o la bicicletta.  Tra le vittime celebri del recente passato anche Isabelle Albertin, pianista dell’Opera di Parigi, investita da un “rider” elettrico mentre camminava sul marciapiede in una zona centrale della capitale e che ha riportato un frattura multipla al braccio. Mentre in Francia c’erano già stati cinque morti legati ai mezzi elettrici prima della vittima parigina.  Negli Stati Uniti,  questi mezzi sono molto  diffusi.  Infatti proprio nelle  grandi aree urbane americane, gli scooter vengono utilizzati  come complemento dei trasporti pubblici. Possono essere noleggiati a cifre molto modeste, un dollaro di base più 15 centesimi al minuto.  Il problema sono  i freni che risultano essere inadeguati .
Da qui il numero degli incidenti a cui sono seguite anche delle morti come conseguenza a cui si può e si deve porre rimedio.  Secondo Consumer Report, nel  2018 i casi sono stati almeno 1545 negli Stati Uniti. L’emergenza  si è rivelata tale  da far giungere in sei settimane  fra aprile e maggio 2018 nella  città di San Francisco ben 1900 reclami e segnalazioni. Si è deciso di azzerare il noleggio dei monopattini  nel mese di giugno e di riaprire  parzialmente solo nell’ottobre scorso. Negli  Usa  per i monopattini  si registrano  22 incidenti per 100mila miglia quadrate , questo solo nella città di Portland, poiché non sono disponibili altri dati al momento.
Ma come si presenta questa situazione allarmante in Italia? , e quali sono le regole da seguire per un utilizzo corretto del monopattino elettrico?
Nel codice della strada i monopattini elettrici sono regolamentati come tutti gli altri veicolo che percorrono le strade.

Il codice della strada definisce il monopattino elettrico come acceleratore di andatura, ma non trova una collocazione vera e propria all’interno dell’ordinamento giuridico vigente in materia di veicoli e trasporto. Pur essendo un veicolo dotato di un motore elettrico, non viene catalogato come tale.

Esulando dalla regolamentazione dei veicoli a motore, viene classificato come veicolo adatto alla circolazione riservata ad aeree specifiche.

Piste ciclabili quindi, oppure aree di proprietà ma le cose non vanno propriamente in questo modo. Non va sottovalutato il discorso che riguarda l’omologazione di questo veicolo, perché oltre ad essere obbligatoria lo rende simile ad un ciclomotore, dal momento in cui il monopattino raggiunge la velocità di 6 km all’ora.

La questione della sicurezza a bordo di questi mezzi definiti di “micromobilità” è ancora motivo di confusione che al momento pare regnare sovrana.  Senza il rispetto della  regolamentazione della loro circolazione sulle strade pubbliche,  diventa difficile l’accertamento delle responsabilità in caso di incidenti anche meno gravi di questo.

In Italia,  la scorsa settimana , è stato ufficializzato il decreto sulla micromobilità che avvia un periodo di sperimentazione di queste nuove forme di trasporto  con l’obiettivo di redigere una volta per tutte una regolamentazione ufficiale. Sono stati stabiliti dei limiti alla potenza del motore (nominale massima di 500 watt per i dispositivi non auto-bilanciati) e la presenza di un segnalatore acustico per i segway e di illuminazione: bianca/gialla fissa sull’anteriore, catarifrangenti o luce rossa sul posteriore.

Nuove forme di mobilità sostenibile, nate con la valida ragione di creare  alternative ai veicoli inquinanti corrono il rischio di costituire  un serio pericolo per le categorie più sensibili dei pedoni, vale a dire bambini e anziani, oltre che per chi li guida.

In Italia il monopattino elettrico non è ancora molto diffuso, e visti anche gli ultimi dati oltre confine è probabile che sarà molto complicata la sua vendita a macchia d’olio.

Chi porterà i monopattini elettrici sulle strade italiane?

Sono diverse le aziende, già presenti all’estero, che punteranno al mercato italiano. Matteo Corasaniti, Director of Operation  della  Circ, rende noto di come l’azienda sia  impegnata da diversi mesi in un percorso di costante dialogo con i Comuni e le istituzioni .  Accreditata come partner di mobilità sostenibile, e presente in 21 città e 7 paesi tra cui Francia, Spagna, Portogallo, Svizzera, sarà  la prima compagnia di micro-mobilità a lanciare in Germania.  Alla luce dell’esperienza francese, Berlino ha imposto una serie di regole: marciapiedi vietati, via libera su piste ciclabili e strade e divieto di guida ai minori di 14 anni. L’azienda europea di micro-mobilità ha sede a Berlino, ed è stata lanciata a Zurigo, in Svizzera, a metà gennaio 2019. L’obiettivo è costruire insieme un esempio europeo responsabile per la micro-mobilità. Nei paesi in cui è presente  presenti promuove l’utilizzo del caschetto così come ha  introdotto aree in cui la velocità massima si riduce e creato  zone di parcheggio virtuale dove l’utente è incentivato a lasciare l’e-scooter una volta terminato il viaggio.

In Italia c’ era necessità di una normativa ad hoc, di una serie di norme sulla micromobilità messe a punto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha redatto un decreto attuativo firmato dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli nei giorni scorsi .  Una serie di disposizioni che per ora prevedono il via libera dei test su strada esclusivamente in ambito urbano solo per i maggiorenni mentre per i minori sarà obbligatoria la patente AM (quella per il motorino). I Comuni dovranno predisporre la segnaletica per indicare le strade dove sarà consentita la circolazione e i monopattini dovranno essere dotati di segnalatore acustico e con un motore elettrico con potenza nominale massima non superiore ai 500watt. È indispensabile che i micro-veicoli siano dotati di illuminazione e se si circola su strada o su pista ciclabile ci sarà l’obbligo di avere il giubbotto o le bretelle retroriflettenti. I mezzi in grado di sviluppare velocità superiori ai 20 km/h dovranno essere dotati di regolatore di velocità e non potranno superare la velocità di 6 km/h.per avviare le sperimentazioni di monopattini elettrici.

Tra le prime città italiane,  a cominciare,  ci sarà Torino come ha già infatti annunciato il sindaco Chiara Appendino che ha accolto con favore il via alla sperimentazione. Non arrivano applausi invece da Milano dove l’assessore alla Mobilità Marco Granelli boccia il decreto- sperimentazione: «Monopattini sì ma in strada e sulle ciclabili  non sui marciapiedi, dove devono stare i pedoni. Dobbiamo chiedere con forza a tutti i cittadini di non usarli sui marciapiedi. Il decreto è arrivato ma è una strada ad ostacoli. Noi avevamo chiesto come città di procedere verso una omologazione di monopattini equiparandoli alle biciclette. Invece no»

lo stato delle strade italiane in generale, non è certo ideale per questi mezzi, per cui non è previsto l’obbligo del casco, né dell’assicurazione. E su questi punti non sono mancate le lamentele delle forze dell’ordine.

Sebbene l’utilizzo del monopattino elettrico,  ponga l’accento sulla salvaguardia ambientale, provocando su di esso impatto zero emissioni di scarichi nell’aria, molto c’è ancora da fare per permetterne un utilizzo consapevole e sicuro.