MARIO VENIVA DAL SUD ED È MORTO AL NORD, PER POCHI SPICCIOLI

DI SALVATORE PRINZI

Mario, il rider che è morto a Bologna investito da una volante in circostanze da chiarire, non era un ragazzino.

Sembra un particolare trascurabile, ma non lo è. Mario aveva 51 anni. Ma non solo. Mario faceva il postino durante la settimana, e diventava fattorino nei weekend.

Ultimo particolare significativo: Mario era originario di Foggia, si era trasferito da qualche anno.

Queste tre informazioni passate inosservate aprono uno squarcio sul paese reale. E’ di questo paese qui che dovrebbero parlare i media e la politica.

Un paese in cui la “consegna cibo” non è un modo per far arrotondare la paghetta ai giovani che amano stare in bici, come dicono le piattaforme del settore. Ma un lavoro a tutti gli effetti, faticoso, pericoloso, che viene svolto da gente di tutte le età. Ha bisogno di regole, diritti, aumento dei salari.

Anche perché, come Mario dimostra, nel nostro paese sono in aumento i “lavoratori poveri”. Una volta un impiego alla Posta era la svolta. Oggi puoi essere postino e precario, postino e part-time, lavorare tutta la settimana e non trovarti abbastanza in tasca.

Sta roba qui non l’hanno fatta i migranti, ma italianissimi padroni, l’hanno fatta i professori che diffondono ideologia neoliberista, i media che la propagandano, l’hanno fatta i politici di centrosinistra e di centrodestra, Lega compresa!

Ultima cosa, che a me brucia particolarmente. Mario veniva dal Sud. Come tanti che incontro quando vado al Nord: ferrovieri, autisti di bus, spazzini, operai, infermieri, bidelli etc.

Dopo più di un secolo, dal nostro Sud dobbiamo ancora emigrare per uno straccio di lavoro, per vivere in un posto un po’ più decente, con qualche servizio in più.

Mario è morto, e c’è da capire le responsabilità di quella volante che filava pare silenziosa e velocissima, al punto di sbalzarlo di 30 metri dalla sella.

Ma le responsabilità sono soprattutto della borghesia italiana, di quello schifoso intreccio fra imprenditoria e politica che ha ridotto l’Italia a essere uno dei paesi in cui il lavoro è meno tutelato, un paese in cui conta solo il profitto, in cui il meglio che puoi sperare è di lasciare la tua terra per 1200 euro e poi morire sull’asfalto…

E’ questo, è tutto questo, che ci dovrebbe indignare e far schiumare rabbia.