MOLTI PUNTI OSCURI SULL’ ASSASSINIO DEL GIOVANE MOLDAVO A PAVONE CANAVESE

DI UDO GUMPEL

Facciamo un po’ le pulci ad un caso ben noto. Vi ricordate il caso del tabaccaio di Pavone Canavese nel Torinese? Ora è arrivata l’autopsia che dovrebbe chiarire molto della dinamica.

Gia c’era un elemento per capire lo svolgimento dell’accaduto in quella notte, una macchia di sangue una decina di metri lontani dall’ingresso della tabaccheria che la vittima con i suoi complici avevano forzato nell’intento evidente di compiere un furto.

Si è parlato di 7 colpi di arma da fuoco sparati da di Franco Iachi Bonvin, ora si scopre che il ladro sarebbe stato uno solo colpo. sparato dall’alto verso il basso che lo ha colpito al cuore. In altre parole, avrebbe, presumibilmente, sparato dall’altro del suo balcone verso un ladro un fuga per strada.

I risultati dell’autopsia, svolta questa mattina, non combaciano infatti con la ricostruzione del commerciante di Pavone Canavese, secondo il quale nella notte tra giovedì e venerdì scorso sarebbe sceso in cortile durante il furto e sparato solo dopo una colluttazione.

1. Di colluttazione non ce ne sono tracce. Il tabaccaio pare che non fosse per strada, ma sul balcone di casa sua.
2. Il giovane ladro è stato ucciso, con tutta l’evidenza, fuori dal locale. Il suo corpo presenta due fori, uno d’ingresso, uno d’uscita. L’autopsia ha stabilito che quello sulla schiena è quella di entrata, dall’alto verso il basso, quello sul petto è quello d’uscita in basso.

3. Il colpo di pistola quindi sarebbe partito alle spalle del ragazzo, colpito mentre si trovava sul marciapiede, dove poi è stato trovato già morto dagli agenti della polizia.

Nel primo interrogatorio in procura, il tabaccaio si è avvalso della facoltà di non rispondere. Al momento resta indagato per eccesso colposo di difesa, ma nei prossimi giorni sarà nuovamente ascoltato dal procuratore di Ivrea.

Il procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando, ha chiarito che «non è ancora possibile stabilire se – il 24enne – sia stato sparato di fronte o di spalle né se dall’alto» dal tabaccaio indagato per eccesso colposo di legittima difesa, nonostante che l’autopsia abbia stabilito proprio questa dinamica.
Evidentemente la vittima, un ladro moldavo, non ha un buon difensore che avrebbe dovuto far notare al Procutore Capo di Ivrea la sua evidente contraddizione in termini di logica di base delle indagini criminalistische.

Ora assistiamo alla cosiddetta “arrampicata sugli specchi” per salvare il non salvabile sul piano logico, umano, etico, legal, quando il Procucatore dichiara: «Posso solo confermare che dall’autopsia è emerso che non ci sono proiettili trattenuti, la vittima è stata raggiunta da un solo proiettile che ha colpito il cuore e trapassato il corpo e non c’è stata colluttazione. Il resto lo devono ancora stabilire gli esami balistici».

Quando gli esami balistici si basano sulle risultanze dell’autopsia, mai possono essere in contrasto con essa, tranne che si trattasse di esami balististici.

Ora, dopo aver esposto freddamente i fatti, qual è la vostra conclusione?
Si è trattato di un caso di difesa legittima?
Oppure il turbamento profondo del tabaccaio lo ha portato a sparare al ladro mentre ello era gia in fuga?
Fino a quando e quanto dura lo stato di grazie, libertà di usare le armi di fuoco, dopo un tentativo di furto?
100 metri dal negozio, e 10 minuti dopo? Mettiamo d’accordo.
Se qualcuno mi rode particolarmente (“grave turbamento”), potrei aspettare qualche mese, anno?

(ricostruzione dei fatti ripreso da open.online)