PENSANDO ALLE ELEZIONI PROSSIME VENTURE

DI MARIO PIAZZA

Chiunque si sia convinto che fermare la truculenta ascesa al trono di Salvini sia una questione di vita o di morte e non solo economica, non può non tenere conto di due elementi incontrovertibili:

1. Il corpo elettorale italiano è quello che è, e la Costituzione non prevede una sua pur auspicabile sostituzione.

2. Un ipotetico centrosinistra psichedelico che comprenda le estreme propaggini centriste e la sinistra più incallita non avrebbe comunque i numeri per governare.

Detto ciò, i voti da qualche parte vanno trovati e le aree di ricerca rimaste sono soltanto due: quella pentastellata e quella dell’astensione.
La prima, quella grillina, al solo pensiero del PD reagisce come se si fosse trovata un topo morto nell’hamburger.
La seconda, quella astensionista, è in gran parte fisiologica a qualsiasi elettorato, e la sua componente recuperabile ci ha messo anni per allontanarsi dal voto e non tornerà al seggio come per magìa.

Sono questi i punti su cui lavorare, e non sarà il faccione più o meno attraente di un leader a cambiare le cose.
Occorrono idee nuove e programmi chiari, e occorre una intera classe dirigente coesa che sappia entusiasmare con le prime e spiegare i secondi con chiarezza.

Così, tanto per sapere… Quando si comincia?