PERCHE’ DOPO L’ARRESTO DEL CONSIGLIERE DELLA LEGA ARATA, M5S NON FA CADERE IL GOVERNO?

LETTERE AL DIRETTORE

 

Gentile Direttore,

Dopo l’arresto di Paolo Arata, consigliere della Lega per l’energia fino a poco tempo fa, non pensa che per il Movimento 5 stelle sia arrivato il momento di staccare la spina al governo per non rimanere invischiato nella questione morale che sta travolgendo il partito di Salvini tra arresti, indagati ed esponenti sotto inchiesta?

Sebastiano Grasso, Palermo

 

Gentile Signor Grasso,

la sua osservazione è giusta. Il rischio dei 5 stelle è proprio questo. E cioè che alla lunga gli italiani finiscano per identificarli nel governo degli scandali giudiziari. Da Armando Siri A Rixi, dai guai di Garavaglia a Paolo Arata, in odore di legami indiretti  con il boss dei boss di Cosa Nostra Mattia Messina Denaro, sono state settimane orribili, le ultime, per la Lega. Il capitano sdrammatizza, gigioneggia con i gabbiani, non fa un cenno chiaro sul caso Arata ma la realtà  è che per diversi motivi nessuno dei due partiti può permettersi di sfasciare il governo. I 5 stelle non possono perchè nella fase che stanno vivendo, dalla crisi di consensi  alla spaccatura al proprio interno, andare  al voto significherebbe non tornare più al potere almeno per la  prossima legislatura. Eppure se questo esecutivo lo facesse cadere proprio sulla questione morale  forse alle prossime elezioni Di Maio  potrebbe ancora sperare di coagulare i voti di chi è stanco della vecchia politica fatta di scandali e guai giudiziari. Ma per far questo ci vuole coraggio, ci vuole coerenza e la disponibilià da parte dei parlamentari del movimento  ad andare a casa rinunciando allo stipendio. I 5 stelle sono in grado? La domanda regina, per loro, è esattamente questa.

Per quanto riguarda la lega il discorso, come ripetiamo da mesi, è molto più semplice. Salvini con Di Maio ha ottenuto senza difficoltà tutte quelle riforme a costo zero, che con un governo di estrema destra che ha già governato nove anni dall’inizio del millennio,   e cioè Berlusconi e  la Meloni, non otterrebbe senza pagare pedaggio. Inoltre al capitano va bene così: senza assumersi la responsabilità di guidare in prima persona il governo,  può giocare il gioco che meglio conosce: quello della propaganda, che fa lievitare i consensi del carroccio .

Certo, con la procedura d’infrazione della Ue dietro l’angolo,  tutto cambierebbe. Inoltre, con la manovra economica d’autunno, una manovra  da far tremare i polsi, la campagna elettorale permanente di Salvini subirebbe uno stop. Di fronte alle macerie che ci attendono il segretario della Lega sarebbe nudo di fronte alle proprie responsabilità. Gli italiani aprirebbero gli occhi e il carroccio non potrebbe monetizzare i consensi di quest’ultimo anno.

Ecco perchè alla fine anche Salvini sarà costretto a pensare  seriamente ad elezioni anticipate, come gli chiedono Giorgetti e molti degli uomini che contano all’interno di Via Bellerio. Scongiurerà Mattarella di dar vita ad un governo tecnico che gli tolga le castagne dal fuoco e vari al suo posto la manovra economica devastante che ci attende,  per poi  scagliarsi contro L’Europa cattiva che non lo lascia governare e lo imprigiona nelle regole..  E su queste basi  punterebbe ad ottenere un plebiscito. Il ruolo di vittima in fondo a Salvini è sempre riuscito benissimo. Ovvio, gli italiani hanno il diritto di votare chi vogliono. L’importante è che abbiano ben chiaro il quadro della situazione. E siano consapevoli che Salvini ci sta portando a schiantarci contro un muro, dopo aver distratto un intero popolo con dei non problemi come i migranti e la criminalità comune,

Una cosa è certa: se cade il governo il segretario della lega farà di tutto per lasciare il cerino in manop  a Di Maio.  Ecco perchè la questione morale sarebbe un ottimo modo per i 5 stelle di uscire dall’angolo in cui la formidabile e bugiarda propaganda di Salvini li ha cacciati.