UOMINI GIUSTI AI POSTI GIUSTI/26

DI ALDO MARIA VALLI

Buongiorno a tutti e ben ritrovati. Uomini giusti ai posti giusti parte oggi con un signor vescovo. Si chiama Wilhelm Krautwaschl, è austriaco e nel corso di un’intervista a Diepresse ha avvertito con prepotenza l’esigenza di dichiarare che “un cardinale non deve per forza essere un vescovo, può anche essere una donna”.

Ebbene, noi pensiamo di dover ringraziare questo vescovo. Mentre molti esponenti della Chiesa cattolica continuano a occuparsi di problemi privi di ogni rilevanza (tipo la crisi dottrinale, il calo dei fedeli e delle vocazioni, l’ignoranza religiosa, l’avanzare dell’ateismo), è consolante constatare che alcuni pastori sollevano questioni vere, ponendosi dalla parte dei fedeli. Qual è quel cattolico, infatti, che al mattino, iniziando una nuova giornata, non chiede al buon Dio che la Chiesa abbia finalmente donne cardinale? E chi è quel fedele che non prega incessantemente perché donne cardinale possano presto far parte del sacro collegio?

Molto bene. Dato a Krautwaschl ciò che è di Krautwaschl, cambiamo argomento e anche continente: passiamo così dal vecchio al nuovo mondo, dall’Austria all’Amazzonia, terra sempre più al centro dell’attenzione in vista del prossimo sinodo che proprio a quell’immensa regione sarà dedicato.

Il nostro uomo giusto al posto giusto è in questo caso il vescovo brasiliano Fernando Guimarães, il quale, nel corso di una cerimonia, ha ricevuto da un santone il mandato per effettuare niente meno che la macumba!

Come si può osservare nel video, monsignor  Guimarães compare, compiaciuto, accanto a un pai de santo, una specie di medium della religione afro-brasiliana, il quale a un certo punto mette al collo dell’arcivescovo una collana “sacra”, affinché lui stesso possa compiere la macumba. Il clima è di festa e tutti sono molto contenti, anche quando il pai de santo si dice sicuro di aver compiuto il gesto di “ordinazione” nei confronti dell’arcivescovo perché ispirato da voci “dall’alto”. Che bello!

Come dite? Che veramente la macumba, rito feticistico connesso all’occulto, è nota per essere anche una maledizione diabolica? E che voi la macumba la fareste a certi vescovi?

Ecco, mi aspettavo questo tipo di osservazione da voi vecchie comari fomentatori della coprofagia sgranarosari restaurazionisti. Meno male che pastori aperti e all’avanguardia come monsignor Guimarães ci ricordano qual è il dovere della Chiesa oggi: “Avanzare, come papa Francesco, proposte audaci”, quali, ad esempio, invitare i pai de santo al sinodo. Stupendo! Così, se non avremo pastori santi, avremo almeno dei santoni.

Molto bene. E restiamo in argomento amazzonico per segnalare l’interessante punto di vista di un missionario italiano, il quale, sulla base di una lunga esperienza tra gli yanomami, dichiara convintamente  che quelle popolazioni “aiutano la Chiesa a ripulirsi e a difendere questo mondo”, a “costruire un’ecologia integrale” nonché a “stabilire ponti tra le conoscenze tradizionali e le conoscenze moderne, ecologiche, della società occidentale”. Ecco perché, aggiunge il missionario, la Chiesa cattolica dovrebbe “prestare attenzione a come i popoli indigeni vivono l’esperienza comunitaria, le relazioni sociali, l’organizzazione della leadership”. Infatti “gli yanomami sono per noi una testimonianza per poter apprezzare il valore della vita comunitaria”.

Come dite? Che forse, con tutto il rispetto, è un po’ azzardato dire che la Chiesa ha da imparare da popoli primitivi dominati da sciamanesimo e animismo? Che gli yanomani fanno comunemente uso di allucinogeni per curare malattie e comunicare con gli spiriti? Che praticano l’infanticidio e il cannibalismo rituale?

Ecco, non perdete proprio occasione per manifestare il vostro essere cristiani ideologici trionfalisti mummie da museo musi lunghi elitari pessimisti queruli. Come fate a non capire che questi popoli costituiscono un modello di evangelizzazione e che dalla loro vicinanza alla Madre Terra può venire per noi la salvezza? Meno male che il sinodo amazzonico si avvicina, e allora yakoana per tutti!

Come dite? Che cosa sarebbe lo yakoana? Certo, voi cristiani chiusi con la faccia da sottaceto timorosi di danzare paurosi di tutto non potete saperlo. Trattasi dell’allucinogeno che permette di entrare in trance, avere visioni e incontrare gli spiriti, detti xapiripë. Gli yanomami lo usano abitualmente. E certamente farà bene alla Chiesa in uscita!

Ed ora passiamo al Sovrano Ordine di Malta, il cui Gran Maestro ha decretato che tutte le cerimonie liturgiche all’interno del glorioso ordine religioso devono essere celebrate secondo il novus ordo “e non secondo il rito straordinario”. La direttiva è contenuta in una lettera del 10 giugno indirizzata ai superiori dell’ordine, i quali dovranno assicurare che tale decisione sia rispettata.

Come dite? Che tutto ciò è in contraddizione con il motu proprio di Benedetto XVI Summorum Pontificum?

Ebbene, siete i soliti cristiani infantili paurosi di tutto cristiani chiusi tristi intrappolati piccoli mostri ideologi dell’astratto fondamentalisti untuosi idolatri! Se il Gran Maestro ha deciso così deve essere così! Altrimenti che Gran Maestro sarebbe?

E concludiamo con quel testo imprescindibile che è Maschio e femmina li creò. Per una via di dialogo sulla questione del gender nell’educazione, un documento, a firma dei responsabili della Congregazione per l’educazione cattolica, che vuole essere uno “strumento per affrontare il dibattito sulla sessualità umana e le sfide che emergono dall’ideologia gender, in un tempo di emergenza educativa”.

Nel documento, del quale si sentiva veramente il bisogno, a un certo punto c’è un passaggio decisivo. Scrivono infatti gli uomini giusti al posto giusto: “In conclusione, la via del dialogo – che ascolta, ragiona e propone – appare come il percorso più efficace per una trasformazione positiva delle inquietudini e delle incomprensioni in una risorsa per lo sviluppo di un ambiente relazionale più aperto e umano. Al contrario, l’approccio ideologizzato alle delicate questioni del genere, pur dichiarando il rispetto delle diversità, rischia di considerare le differenze stesse in modo statico, lasciandole isolate e impermeabili l’una dall’altra”.

Come dite? Volete sapere “che cavolo significa”?

Basta così! Non vi permetto altre domande oltraggiose. Non siete che i soliti cristiani chiusi avari sterili dal cuore nero deboli fino alla putredine!

Anzi, sapete che vi dico? Come penitenza, scriverete cento volte “Voglio una Chiesa in uscita”.

E zitti!

Aaah! Vi ho sentito!