ACCUSATO DI VIOLENZA SESSUALE, PROF SI TOGLIE LA VITA

DI CHIARA FARIGU

Da qualche giorno era agli arresti domiciliari, nella sua casa di Quarto, centro dell’hinterland napoletano, con una delle accuse più infamanti per un prof: abuso sessuale su due studentesse. E come se non bastasse pure minorenni.

Lui, uno stimato docente di matematica era finito in una chat a sfondo erotico/amoroso. Chat scoperta dal padre di una delle due quindicenni (con le quali l’insegnante avrebbe avuto, prima con una e poi con l’altra una relazione), successivamente consegnata alla polizia facendo scattare le indagini.

L’arresto la vergogna il desiderio di farla finita. Ha impugnato la pistola, legalmente detenuta, e ha sparato. Un colpo al petto, letale, col quale cancellare quell’infamia.

Si è dichiarato innocente il prof. Forse vittima di una vendetta di qualche studente che avrebbe potuto trafficare indisturbato dal tablet che utilizzava a scuola per scopi didattici.
Non sono del tutto chiari i dettagli della vicenda. Gli stessi rapporti sessuali con le minorenni, ipotizzati dai pm (ma negati dal prof), sarebbero stati consenzienti. Ma in questo caso il reato si configura ugualmente anche in assenza di costrizione. Il consenso, anche qualora accertato, non ha alcun valore vista la minore età delle studentesse e del ruolo ricoperto dall’accusato.

Le indagini sono ancora in corso. La morte però ha prevalso anche sull’accertamento dei fatti. Di quella verità che forse non sapremo mai.

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