ARGENTINA: ABUELAS DE PLAZA DE MAYO TROVANO IL NIPOTE NUMERO 130

DI FRANCESCA CAPELLI

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE A BUENOS AIRES

È un’emozione a cui non possiamo abituarci. A cui non vogliamo abituarci. Abuelas de Plaza de Mayo, l’associazione delle donne argentine che cercano i nipoti sequestrati e adottati illegalmente durante la dittatura, ha annunciato una nuova restituzione di identità, la numero 130.
Un altro nipote che ora potrà riallacciare i legami con la propria famiglia e le proprie origini. Il suo nome è Javier Matías Darroux Mijalchuk (nella foto in alto, con Estela Carlotto, presidente delle Abuelas), i cui genitori Elena e Juan Manuel furono sequestrati nel dicembre del 1977.
La coppia si era conosciuta all’Università di Morón, nell’hinterland di Buenos Aires, dove lui lavorava come impiegato e lei – molto più giovane – studiava da commercialista. Inizialmente la famiglia di Elena aveva ostacolato la loro relazione, a causa della differenza di età, ma aveva finito per accettare il compagno della figlia.
Javier Matías è nato il 5 agosto 1977 a Buenos Aires e pochi mesi dopo Elena era di nuovo incinta.
All’inizio di dicembre Juan Manuel scompare. Testimoni raccontano di averlo visto discutere animatamente con quattro uomini, che l’hanno poi obbligato a salire su un’auto. Elena lo cerca per molti giorni e il 26 dicembre, in seguito a una misteriosa telefonata, va a un appuntamento che lei crede con il marito, portando con sé il piccolo Javier Matías. Non è mai tornata.
Seguono anni di angoscia per le due famiglie, che non sapevano nemmeno a chi denunciare la scomparsa dei figli. Solo nel 1999 il fratello di Elena, Roberto, fa il grande passo esce dal silenzio, e denuncia alla giustizia la scomparsa della sorella incinta, del cognato e del nipote. Il Banco Nacional de Datos Genéticos raccoglie campioni di Dna dai parenti, compresi quelli morti da tempo, per i quali le Abuelas, come associazione, chiedono la riesumazione. Nel frattempo, un giovane con dubbi sulla propria identità si rivolge alla sede di Córdoba delle Abuelas. I dati genetici confermano il sospetto: Javier Matías è figlio di Elena.
La storia di Javier Matías è anomala: ha sempre saputo di essere stato adottato, anche perché i suoi genitori adottivi erano in perfetta buona fede. È stato trovato da una donna, la notte tra il 26 e il 27 dicembre del 1977 – la stessa della sparizione di sua madre – all’incrocio in cui era stata vista Elena per l’ultima volta. Il ritrovamento fortuito gli ha permesso di entrare nel circuito legale delle adozioni e di trovare due genitori “meravigliosi che l’hanno riempito di affetto e attenzioni”, dice lo zio Roberto (qui sotto, con Javier Matías), commentando la telefonata con cui ha ricevuto la notizia del ritrovamento del nipote. Roberto, che quella telefonata l’aspettava da 42 anni.

Ora Javier Matías ha ritrovato il suo diritto all’identità. “La restituzione della mia identità è per me un omaggio ai miei genitori, una carezza all’anima, un simbolo di memoria, verità e giustizia” ha scritto in una lettera di ringraziamento. Ed è pronto a riunirsi con la propria famiglia per riscrivere, questa volta non da solo, una storia. E a cercare il fratello o la sorella che Elena portava in grembo quando è stata sequestrata.

Foto: Abuelas de Plaza de Mayo