IL GENERALE

DI PAOLO VARESE

Il generale guardava i suoi reparti scelti, schierati in perfetta uniforme ed allineati. Erano il suo orgoglio, quei ragazzi cazzuti e pronti a tutto, ben addestrati nell’uso delle armi e delle tattiche di combattimento. Ah, altro che quelle fighettine che di militare avevano solamente l’uniforme e poi venivano impiegati per altri compiti, tipo sorvegliare le strade. L’ardimento era ben altra cosa, e sebbene il generale non fosse mai stato in guerra, si sentiva comunque in grado di sconfiggere chiinque, masticando bestemmie e parolacce. Ora però la musica era cambiata, ed anche i suonatori, e lui era stato spedito in quel posto sperduto dimenticato da Dio e dagli uomini per contenere le rivolte. Non fosse stato per quelle mezze seghe di militari non scelti personalmente da lui e per quelle femmine che avevano scelto la carriera militare, si sarebbe sentito a suo agio. Convocò il colonnello comandante della struttura per avvertirlo che i turni di sorveglianza sarebbero stati svolti dai suoi ardimentosi, ed a poco valsero le rimostranze, il fatto che il forte non aveva mai subito assalti in quanto le sentinelle avevano sempre svolto il loro compito egregiamente
“Poche chiacchiere colonnello, non sono qui per fare figure di merda, quindi i miei uomini si occuperanno della sorveglianza, i suoi si occuperanno della pulizia armi”
Disse sbattendo il pugno sul tavolo, accompagnandolo con un paio di bestemmie.
Dopo cena andò a dormire, ma fu svegliato dal colonnello, che lo avvisava che i suoi reparti scelti si erano dati malati. Il generale si rivestì in fretta ed andò in infermeria, dove trovò i suoi ragazzi, che gli spiegarono il loro disappunto, perchè sorvegliare non era compito da indomiti
“A regà non me fate girà le palle, dovemo fà vede a questi come si opera davvero, fate sti cazzo de turni de guardia e basta”.
Tornò a dormire, dopo averli convinti, ma fu svegliato dopo un paio d’ore, da rumori di spari e urla. Si infilò la divisa e scese nel piazzale, dove trovò alcuni terroristi legati, sorvegliati dai militari non suoi
“Ecco bravi sorvegliateli, che io vado a vedè se i miei hanno bisogno di ausilio”
Intervenne il colonnello
“Veramente i suoi sono stati tutti storditi durante il servizio di guardia, e se non fosse stato per gli altri, per le fighettine, a quest’ora saremmo stati conquistati.
Il generale convocò tutti i santi del paradiso, osservando quegli uomini e quelle donne, in divisa, che avevano salvato il forte.
Bofonchiò un buon lavoro mentre si dirigeva verso il suo alloggio, affranto, perchè i suoi leoni della guerra si erano fatti sorprendere, quindi chiamò il colonnello chiedendo come avevano fatto gli altri a reagire, e rimase sorpreso quando gli venne risposto che ogni esercito ha le sue specialità ma che comunque tutti sono preparati per tutte le mansioni ed i compiti e chi sorveglia non è meno importante di chi va all’assalto.così come non è meno importante chi sta alla radio o alla porta carraia. Sopreso dalla lezione ricevuta, e chiudendo la conversazione si rese conto di aver sbagliato, limitandosi a pensare che con le sue scelte aveva fatto una figura di merda.

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Persone raggiunte
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