A PROPOSITO DELLA VICENDA SARRI

DI GIO’ ALAJMO

Leggo sul Messaggero il titolo “Colpo al cuore”, ma la vicenda Sarri alla Juve in realtà non è un tradimento dei napoletani. Sarri è l’allenatore che più che farlo sognare ha regalato anni di ammirazione e rispetto al Napoli e a Napoli dimostrando che una squadra con pochi mezzi ma tanto cuore e fantasia poteva competere con i ricchi club di tutto il mondo. Il “sarrismo” è stato un modo di intendere il calcio, di cambiarlo, come tentò di cambiarlo Vinicio ben prima di Sacchi. Difficile che il Napoli potesse fare di più con i mezzi a disposizione, le sfortune, gli infortuni. Avrebbe vinto due o tre scudetti per distacco se la Juve non avesse fatto campionati stratosferici e se i ragazzini di talento in campo non avessero sottovalutato due o tre partite per scoramento. Sarri alla Juve sa di beffa, ma più di beffa alla Juve che al Napoli. L’allenatore tanto vilipeso, insultato, sbeffeggiato dal “popolo bianconero” alla fine è stato chiamato a cambiare le carte in tavola. Non è un tradimento, anche perchè tra Napoli e Sarri il tradito è stato Sarri, licenziato senza dibattito. A differenza di Higuain. E chissà che lo scotto del primo anno non apra qualche porta in più alla squadra di Ancelotti, il “vincente nato” che alla prima stagione ha perso tutto. Se ne riparlerà alla ripresa del campionato.