DUE PAROLE SULLA MAGLIETTA ANTIFASCISTA DEL CINEMA AMERICA

DI MARCO SISI

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Parlandone con un collega, qui a Firenze, mi sono reso conto che per chi non vive a Roma forse è necessario precisare qualcosa. Anzitutto, cosa vuol dire “Cinema America”. NON è un centro sociale specializzato in proiezioni di video “alternativi” o di film di culto, magari in strutture occupate… Esistono anche loro, e spesso fanno cose ben più degne di quanto raccontato dalla propaganda fascioleghista. Il Cinema America nasce, è vero, da un’esperienza di occupazione, circa sette anni fa, della sala dalla quale poi hanno mutuato il nome. Si tratta di uno dei tanti cinema nati negli anni Cinquanta, a Trastevere, che aveva chiuso i battenti, come accadde a moltissimi altri (a Livorno ricordiamo Gran Guardia, Odeon e Metropolitan, per fermarci ai casi più recenti) e che rischiava di venir demolito per lasciare posto all’ennesimo edificio residenziale. I giovani guidati da Valerio Carocci riuscirono a entrare e iniziarono un’azione di sensibilizzazione nei confronti degli abitanti del quartiere, partendo parallelamente con un’azione legale per difendere il cinema dal punto di vista della destinazione d’uso dell’immobile e dei vincoli architettonici e artistici. Dopo una serie di proiezioni di film e documentari, una mattina all’alba la polizia fece irruzione intimando lo sgombero. La sala è tornata alle condizioni d’abbandono ma nel frattempo i ragazzi si erano guadagnati il sostegno dei trasteverini e di registi, autori, attori, operatori audiovisivi, oltre all’attenzione della stampa cittadina e nazionale. Gli anni trascorsi da quel momento sono stati densissimi di iniziative svolte al di fuori del Cinema America vero e proprio, ma nel suo nome e nella speranza di vederlo, un giorno, riaperto e nuovamente fruibile dai cittadini. Nella stessa via, i locali di una storica panetteria fondata nel 1895 (l’anno di nascita del cinema) hanno ospitato per circa un anno le proiezioni di capolavori del cinema mondiale, presentati dai loro registi, ma nel frattempo piazza San Cosimato, d’estate. veniva riempita dalle proiezioni gratuite di film di ogni genere, alle quali si sono poi aggiunte le proiezioni degli “schermi pirata”, la trasformazione della scalinata di viale Glorioso, dove Sergio Leone nacque, in arena dove proiettare i suoi capolavori e recentemente altri schermi nati in altre piazze nel quartiere di Colli Aniene e a Ostia. Non un covo di “zecche rosse”, ma piazze dove le famiglie, con tanto di bambini e anziani, trascorrono le serate riscoprendo la gioia di stare insieme e riportando vita, dando un significato, alla parola “aggregazione” nel cuore di un quartiere dove lentamente, fino a prima dell’arrivo dei ragazzi del Cinema America, sembrava non esserci alternativa alla deprimente parodia di una movida fatta solo di bottiglie di birra prima bevute e poi prese a calci nelle strade deserte. Il valore dell’iniziativa di questi giovani è questo, ed è enorme. Ieri notte un gruppo di mentecatti se l’è presa con due ragazzi rei di indossare la maglietta col logo del cinema, una maglietta definita “antifascista”. Forse ora è più chiaro quello che è successo. Il Cinema America simboleggia libertà: libertà di stare insieme, libertà di assistere a un film, libertà di parlare con chi quel film ha “fatto”, come regista, attore o sceneggiatore. Gli sfigati se la sono presa con questo simbolo. Quanto ciò sia pericoloso, adesso, potete capirlo facilmente.