A PROPOSITO DEL XX CONGRESSO DELL’AS ROMA

DI MATTEO MARCHETTI

Il 25 febbraio 1956, in seduta segreta, il segretario generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica Nikita Sergeevič Chruščëv fece distribuire un rapporto: si intitolava “Sul culto della personalità e le sue conseguenze”.
Era una devastante verità, che metteva in discussione tutto ciò che il partito aveva detto e fatto nei trent’anni precedenti. Rimase segreto per mesi. Poi venne pubblicato, scatenando – in tutti quelli che avevano nutrito una fede cieca in quel partito – disorientamento, panico e anche rabbia. La pubblicazione di quel rapporto scatenò proteste e rivolte, rischiando di distruggere quello stesso partito e lo Stato che esso governava.
Chruščëv voleva – sperava, magari ingenuamente – che rimanesse sconosciuto a tutti, fuorché ai veri destinatari. Serviva un cambio di rotta, ma non si poteva rischiare di distruggere tutto. Non si può rischiare di distruggere tutto. A volte, sarebbe meglio non sapere.
Benvenuti al XX Congresso dell’AS Roma. Forza Roma
(ps: gli applausi che hanno costellato la conferenza stampa ben testimoniano la professionalità della stampa sportiva di questo Paese, ma soprattutto di questa città. La location ci parla di un certo tipo di appetiti, da parte di alcuni settori del potere romano. Quel Congresso, che pure ammise errori e crimini atroci, si svolse al Cremlino, non a Washington)