DANNI COLLATERALI

DI MARIO PIAZZA

Ma sì, cosa volete che contino 43 disgraziati che da 7 giorni vivono sul ponte della Sea Watch 3 davanti al glorioso futuro che il governo ci sta preparando? Li possiamo considerare “danni collaterali”, quasi vittime sacrificali sull’altare degli anni radiosi che ci aspettano, che aspettano noi, i nostri figli ed i nostri nipoti.

E’ questo che devono aver pensato il ministro dei trasporti Toninelli e la ministra della difesa Trenta mentre apponevano la propria firma accanto a quella di Salvini sul divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque italiane per la nave di soccorso.

Capita di dover fare scelte difficili, di dover far pagare ad innocenti il raggiungimento di un bene più grande. Poche vite e per di più africane, un piccolo prezzo per il “Greater Good” che vedrà la piena occupazione, le tasse ridotte, la sanità funzionante e l’istruzione proiettata nel nuovo millennio, e finalmente l’Europa della finanza messa al guinzaglio al grido di “Dio lo vuole”. Solo un pazzo avrebbe buttato all’aria questo paese da sogno che ci aspetta per qualche decina di disgraziati che potevano benissimo restarsene a casa loro dove prima o poi li avremmo sicuramente aiutati, o no?

Forse no, forse Toninelli e Trenta hanno semplicemente pensato quello che noi persone normali immaginiamo, forse si sono appecorati alla furia xenofoba del Salvini senza una vera comprensione di ciò che stavano facendo con una sola idea ben chiara nella mente:

“E quando ci ricapita?”